Salvini a Napoli: un mare di selfie col ministro dell'Interno (Ansa)
Salvini a Napoli: un mare di selfie col ministro dell'Interno (Ansa)

Napoli, 15 novembre 2018 - Accolto da una marea di fan leghisti che gli chiedevano selfie, il vicepremier Matteo Salvini è arrivato a Napoli per prender parte al comitato per l'ordine pubblico. Ma si scontra con una parte della piazza (un ragazzo 15enne resta ferito da una manganellata) e - a distanza ma non troppo - anche dall'altro vicepremier, Luigi Di Maio, e dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Tema: l'emergenza rifiuti in Campania, dove a detta di Salvini "si rischia il disastro ambientale". Ma la sua proposta di predisporre "un termovalorizzatore per ogni provincia" non trova d'accordo gli alleati.

EMERGENZA RIFIUTI - In Prefettura il ministro dell'Interno avverte in tema emergenza rifiuti: "In Campania si rischia il disastro ambientale, un'emergenza a livello mondiale, sia sanitaria sia sociale. Non c'è programmazione - aggiunge Salvini - e c'è incapacità". E ancora, "Se uno pensa male, e non sono io, potrebbe supporre che non si è fatto nulla perché qualcuno ha interesse perché non si faccia nulla. In Campania - denuncia Salvini - è a rischio la salute dei cittadini come in nessuna altra regione italiana". Per questo il ministro ha avanzato la seguente proposta: "Serve un termovalorizzatore per ogni provincia". Il prossimo gennaio infatti, l'unico impianto presente nella regione campana andrà in manutenzione "e funzionerà solo per un terzo", avverte Salvini. "Rispetto alll'emergenza del 2008 non è cambiato nulla, anzi siamo tornati indietro. Gli amministratori locali e regionali non hanno fatto niente", tuona il ministro.

DI MAIO RIBATTE - Ma su Facebook arriva la replica di Di Maio alle parole del ministro dell'Interno (senza comunque citarlo): "Quando si viene in Campania e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo - si legge nel post di Di Maio -. La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c'entrano una beneamata ceppa e tra l'altro non sono nel contratto di Governo", scrive il ministro. 

DE MAGISTRIS - Nel botta e risposta si inserisce anche il sindaco Luigi De Magistris: "Il termovalorizzatore non è la risposta", dice, sottolineando poi la "frase sgradevole" usata da Salvini: "Ha detto: 'Il sindaco si mangi i rifiuti se non vuole il termovalorizzatore'. Io gli ricordo che lui sosteneva il Governo che è stato tra i principali responsabili della crisi dei rifiuti quando andava a braccetto con Berlusconi, con il quale continua ad andare a braccetto nelle regioni del Centro-Nord".

LA CONTROREPLICA - "Nel contratto di governo si parla di soluzione al problema dei rifiuti che o spariscono o evaporano o li mangiamo o li valorizziamo o li inceneriamo o li mettiamo in discarica - dice Salvini a De Magistris, ma così rispondendo anche a Di Maio -  Quando Acerra si ferma per la manutenzione a gennaio, io voglio che ci sia una soluzione per i napoletani e per i campani. Io sono per costruire e non per i 'no' perché con i no non si va da nessuna parte".

"Io non vorrei che fra 2 mesi Napoli e la Campania avessero un'emergenza sanitaria - aggiunge il vicepremier leghista - In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori e in Campania uno soltanto. Ma noi non stiamo morendo, il rischio sanitario è in Campania". A Di Maio, che aveva sottolineato come nel contratto di governo non ci fosse la previsione di costruire nuovi inceneritori, Salvini dice di aver "letto, riletto e scritto" il contratto di governo "ma qua - aggiunge - c'è da dare risposte a mamme, papà e bambini che non meritano di pagare tasse sui rifiuti e vivere fra roghi tossici e discariche abusive". La stoccata finale: la Regione Campania "ha sempre detto no (agli inceneritori, ndr) e i rifiuti cosa facciamo - si chiede Salvini - Li facciamo gestire alla camorra? Non penso".

 IL MINISTRO COSTA - "Stiamo lavorando ogni giorno per portare l'Italia, e non solo la Terra dei Fuochi, fuori dall'ormai cronico ritardo nella gestione del ciclo dei rifiuti. Stiamo completamente ribaltando il paradigma economico, come anche prescritto nel contratto di governo. E' l'impegno quotidiano del Ministero dell'Ambiente. Riduzione, riuso, recupero, riciclo, sono le quattro R che devono diventare un mantra per tutti - dice Costa - I rifiuti possono essere una risorsa: per l'ambiente e per l'economia. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive in un'epoca passata".

"E' per questo che abbiamo creato una competenza apposita sull'economia circolare, è per questo che stiamo scrivendo le norme per regolamentare l'end of waste - continua il ministro - Non possiamo permetterci di bruciare risorse economiche, e anche posti di lavoro, creando danni ambientali e alla salute. Come tantissimi imprenditori del settore hanno sottolineato, questa gestione virtuosa dei rifiuti è il futuro. Quando arriva l'inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo dei rifiuti è fallito".

Il ministro ha anche condiviso su Facebook il post del vicepremier Luigi Di Maio che attaccava: "i inceneritori non c'entrano una beneamata ceppa e tra l'altro non sono nel contratto di Governo":

TENSIONI IN PIAZZA - Tensioni a Napoli per l'arrivo del vicepremier Matteo Salvini. Un ragazzo 15enne è stato colpito con una manganellata alla testa negli scontri tra la polizia e i centri sociali. I manifestanti hanno tentato di forzare il blocco delle forze dell'ordine all'interno della Galleria Umberto, a pochi metri dalla Prefettura dove era in corso il comitato per l'ordine pubblico, presieduto dal ministro dell'Interno. Salvini ha commentato gli scontri: "I soliti deficienti".

106 VIGILI IN PIU' E PENE PIU' SEVERE PER SPACCIO - "106 vigili urbani in più entro dicembre, impianti di videosorveglianza e sgomberi dei palazzi occupati tra Napoli e provincia, in primis quelli pericolanti e quelli della camorra". Questi alcuni dei punti in tema sicurezza annunciati dal ministro dell'Interno al comitato per l'ordine pubblico. Per quanto riguarda il problema droga e spaccio, Salvini ha dichiarato: "Porterò al ministro Bonafede una proposta di legge per quintuplicare le pene oggi previste". "Gli spacciatori andrebbero trattati come gli assassini. Chi spaccia uccide, vediamo di riportare le pene a un livello dignitoso per i venditori di morte". Così il ministro dell'Interno.