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Medolla, 23 settembre 2019 - La salute dei cittadini e la responsabilità medico legale sono i temi affrontati nel corso di un incontro promosso dal Circolo Medico Merighi presso il Teatro Facchini di Medolla (area sanitaria Modena Nord, distretto biomedicale di Mirandola). In platea medici di famiglia, specialisti in ginecologia, ortopedia, urologia, chirurgia generale, neurologia, diabetologia, cardiologia, medicina d’urgenza, pediatria, e via di questo passo. Al tavolo dei relatori Sabino Pelosi, direttore Medicina Legale e Risk Management dell’Azienda Usl di Modena, Alessandro Sivelli, avvocato, Sergio Fucci, bioeticista e magistrato. Ecco due passaggi della relazione del medico legale sul tema proposto.

Nell’ultimo decennio il contenzioso dipendente da malpactice sanitaria, in sede di legittimità, è aumentato del 200% rispetto ai 60 anni precedenti. Negli anni 2008-2011 la Corte di Cassazione ha deciso un numero di casi di responsabilità medica pari a tutti quelli decisi tra il 1991 ed il 2000 ed addirittura superiore a quelli decisi nei quasi 60 anni intercorsi tra il 1942 ed il 1990. In tale contesto la medicina difensiva rappresenta la risposta alla paura dei medici di entrare nella spirale del contenzioso medico-legale la cui finalità non è quella tutelare la salute del paziente, bensì “evitare accuse per non avere effettuato tutte le indagini e tutte le cure conosciute o, al contrario, per avere effettuato trattamenti gravati da alto rischio di insuccesso o di complicanze” (Centro Studi Federico Stella, Il problema della medicina difensiva, ETS ed., 2010).

“Indubbiamente la medicina difensiva risulta controproducente per il raggiungimento del bene salute, perché mina le basi di un sano rapporto medico-paziente e svilente per la professionalità medica“, ha scritto Pelosi. “Ne emerge un quadro confuso a scapito di un corretto percorso diagnostico. Ma non solo. Questo fenomeno incrementa la spesa pubblica (esami non necessari, dati del 2013, 0,75 del punto del PIL/circa 10 miliardi) e determina un impatto negativo sul Servizio sanitario nazionale (liste di attesa con conseguente aumento dell’utenza che si rivolge a strutture private, possibili complicanze di procedure non necessarie). Rispetto a questo quadro di insieme quali sono le contromisure che il medico può o deve mettere in campo? Consapevolezza del medico del proprio ruolo, cognizione dei mezzi a sua disposizione e dei limiti del proprio operato; aggiornamento professionale continuo; comunicazione esaustiva e onesta, rafforzando le proprie abilità anche mediante formazione ad hoc“.