Un intreccio tra giornalismo e politica vede protagonista Alessandro Sallusti (nella foto), saggista ma, soprattutto, direttore del Giornale. Ieri, il noto giornalista ha lasciato la direzione del quotidiano milanese (che guidava da 12 anni). E, secondo indiscrezioni, la famiglia Angelucci gli avrebbe proposto la direzione di due...

Un intreccio tra giornalismo e politica vede protagonista Alessandro Sallusti (nella foto), saggista ma, soprattutto, direttore del Giornale. Ieri, il noto giornalista ha lasciato la direzione del quotidiano milanese (che guidava da 12 anni). E, secondo indiscrezioni, la famiglia Angelucci gli avrebbe proposto la direzione di due dei suoi fogli, Libero e Il Tempo. La coincidenza tra le dimissioni del direttore e l’offerta degli Angelucci ha fatto rizzare le orecchie a molti che hanno pensato non fosse casuale.

A questo punto il tam-tam di voci e chiacchiere ha cominciato a percorrere i palazzi dell’editoria e della politica. Con toni più o meno accesi. Diplomatico Vittorio Feltri, che di Libero è il numero uno anche se non il direttore responsabile (si è infatti dimesso nel 2020 dall’Ordine dei giornalisti): "Non ho ricevuto alcuna comunicazione, non so nulla di un’eventuale trattativa, ma posso dire che se venisse qui sarei molto lieto, perché è un bravo giornalista col quale ho lavorato molti anni".

Meno diplomatica la lettera del cdr del Giornale che dice di non aver avuto alcuna comunicazione ufficiale in merito né dalla proprietà, né dallo stesso Sallusti (almeno sino al tardo pomeriggio): "Per quanto riguarda le indiscrezioni, in rete ce ne sono quante volete. Il nostro compito resta di insistere per avere informazioni verificate".

Ma la giornata con Sallusti non finisce qui. Altre indiscrezioni (tra cui i nomi di Paolo Liguori e Augusto Minzolini quali successori alla direzione del giornale della famiglia Berlusconi) narrano di un Sallusti dimissionario perché possibile candidato del centrodestra come sindaco alle elezioni di ottobre a Milano.

red. pol.