Una ragazza vaccinata nell’ospedale romano di Santo Spirito
Una ragazza vaccinata nell’ospedale romano di Santo Spirito
di Alessandro Farruggia La pandemia prova a rialzare la testa ma viene contenuta molto meglio in Italia che in Germania o, peggio, Gran Bretagna. Il merito è anche di misure restrittive come il green pass che il governo è ben deciso a mantenere nonostante anche ieri ci siano state le consuete manifestazioni del sabato di no vax e no pass – 8 mila persone a Milano, 5 mila a Torino alcune centinaia a Roma, Vicenza, Napoli, Trento e in decine di altre città – stavolta senza incidenti. A Trieste il coordinamento 15 ottobre ha...

di Alessandro Farruggia

La pandemia prova a rialzare la testa ma viene contenuta molto meglio in Italia che in Germania o, peggio, Gran Bretagna. Il merito è anche di misure restrittive come il green pass che il governo è ben deciso a mantenere nonostante anche ieri ci siano state le consuete manifestazioni del sabato di no vax e no pass – 8 mila persone a Milano, 5 mila a Torino alcune centinaia a Roma, Vicenza, Napoli, Trento e in decine di altre città – stavolta senza incidenti. A Trieste il coordinamento 15 ottobre ha incontrato il ministro Patuanelli chiedendo il ritiro del green pass, ma la linea fissata da Draghi è netta: il green pass resta .

L’aumento dei tamponi (ieri 491.574) scattato dall’avvio dell’obbligatorietà della certificazione covid nei luoghi di lavoro, ha portato un aumento dei casi di positività (dai 3.794 di giovedì ai 3.884 di venerdì ai 3.904 di ieri senza contare che sabato scorso erano solo 2.732) ma il tasso di positività è grossomodo stabile allo 0,8%. Stabile il numero di morti, a quota 39. E basso è il tasso di occupazione degli ospedali. Certo, c’è una leggera inversione di tendenza del tasso di incidenza che torna di poco a salire passando dai 29 della settimana precedente ai 34 della rilevazione di ieri dell’ISS. La cifra resta comunque sempre ampiamente sotto la soglia di allarme fissata a 50. Sostanzialmente stabile l’RT, ieri a 0,86, contro lo 0,85 della settimana precedente. In un quadro che rimane favorevole, il matematico Giovanni Sebastiani del Cnr rileva come in 30 delle 107 province italiane l’incidenza sia aumentata di oltre il 40% mentre in altre 17 l’aumento è compreso tra il 20 e il 40%. Massima attenzione quindi.

Da sottolineare che, relativamente all’incidenza, la capitale nazionale è oggi la città che è stata nei giorni scorsi il principale teatro delle proteste, Trieste. Nella città giuliana l’incidenza è salita a 153 contro i 34 della media nazionale e i 58 del Friuli. Colpa delle manifestazioni che hanno aumentato le interazioni sociali tra persone senza vaccinazione e senza mascherina? Forse, ma colpa anche del fatto che i vaccinati con almeno una dose sono il 71% contro una media nazionale dell’85%.

Dati in controtendenza si registrano tra gli operatori sanitari, dove le infezioni sono in aumento – probabilmente perchè sono stati i primi ad essere immunizzati, mediamente 8 mesi fa, e la protezione vaccinale è quindi in calo – e hanno raggiunto quota 1.440 nell’ultimo mese. Nell’ultima settimana – secondo un report dell’ISS i nuovi casi tra i sanitari sono stati 371 contro i 306 della settimana precedente. Per fortuna per questa categoria le terze dosi sono già in somministrazione