Domenica 21 Luglio 2024

Cannabis terapeutica, a Salerno donna torna a camminare

I risultati della terapia su una donna affetta da fibromialgia illustrati da Paolo Moscato, responsabile dell'ambulatorio di Reumatologia dell'azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno

Le scorte di cannabis terapeutica sono terminate; nel tondo, il farmacista Sandro Meschiari

Le scorte di cannabis terapeutica sono terminate; nel tondo, il farmacista Sandro Meschiari

Salerno, 26 giugno 2024 – Costretta a letto o su una carrozzina a rotelle a causa di una dolorosissima fibromialgia è tornata a reggersi sulle sue gambe grazie alla cannabis terapeutica. E’ successo a una donna di Salerno che ha raccontato la sua vicenda. 

Curata con cannabis terapeutica all'ospedale di Salerno, una donna salernitana affetta da una grave forma di fibromialgia ha riacquistato l'uso delle gambe. La paziente avvertiva dolori lancinanti e, per questo, è stata visitata da medici in diverse parti d’Italia. La notizia è riportata dall’Agenzia Agi.

Poi, l'incontro con Paolo Moscato, responsabile dell'ambulatorio di Reumatologia dell'azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. "Quando sono entrata per la prima volta nel suo studio – ha raccontato la donna – ero psicologicamente devastata, immobilizzata, con molti chili in più e anche scettica sul tipo di terapia propostami".

La paziente, lo scorso anno, su consiglio del dottor Moscato, ha iniziato ad assumere una goccia di cannabis terapeutica, fino a un dosaggio giornaliero di 20 gocce. E, dopo sei mesi, ha iniziato a vedere i primi segni di ripresa e di reattività del suo corpo. "Uno strano formicolio mai evidenziato prima – ha detto – si irradiava nei miei arti. Le funzioni intestinali si sono regolarizzate, il dolore cronico e debilitante si alleviava sempre più. E un giorno indimenticabile, sorretta dalle stampelle, sono riuscita addirittura ad alzarmi sulle mie gambe, senza l'ausilio della sedia a rotelle".

"La cannabis terapeutica – ha sottolineato il dottor Moscato – ci sorprende continuamente. Sappiamo che, scientificamente, i fitocannabinoidi agiscono su alcuni recettori del cervello e dell'intestino e la loro assunzione ha un'azione modulante sul dolore, ma ciò che mi meraviglia è il vigore, la forza che sopraggiunge e il ripristino delle funzioni motorie che in alcuni pazienti è sorprendentemente evidente".

"Finora – ha aggiunto il medico – oltre alla paziente in questione, ho avuto in cura altre due persone affette da fibromialgia, immobilizzate sulla sedia a rotelle, che dopo l'assunzione costante e continuativa della cannabis, hanno riacquistato l'uso delle gambe. La ricerca e gli studi scientifici sono ancora in corso per perfezionare e migliorare una terapia che è di supporto per tanti pazienti, attanagliati dal dolore, dallo sconforto e vittime di una grave compromissione della motilità causata dal progredire della fibromialgia, una malattia subdola e invalidante che, in alcuni casi, l'uso dei cannabinoidi, riesce a tenere a bada".