Un lavoratore costretto dalla quarantena a collegarsi da casa all’ufficio
Un lavoratore costretto dalla quarantena a collegarsi da casa all’ufficio
Lievitano i costi per le famiglie costrette in casa dal Covid. Tra positivi e contatti stretti in quarantena le spese da sostenere in questa fase di picco dei contagi – che ha visto ieri il dato giornaliero più alto dall’inizio della pandemia – continuano a aumentare. Spinta dal dilagare della variante Omicron la prima voce di spesa è rappresentata dai tamponi, strumento essenziale per verificare la propria positività all’insorgere dei primi sintomi e...

Lievitano i costi per le famiglie costrette in casa dal Covid. Tra positivi e contatti stretti in quarantena le spese da sostenere in questa fase di picco dei contagi – che ha visto ieri il dato giornaliero più alto dall’inizio della pandemia – continuano a aumentare.

Spinta dal dilagare della variante Omicron la prima voce di spesa è rappresentata dai tamponi, strumento essenziale per verificare la propria positività all’insorgere dei primi sintomi e lasciapassare per la libertà una volta guariti. Nelle ultime settimane, con gli hub pubblici oberati, in molti si sono, giocoforza, rivolti a centri privati dove i prezzi sono aumentati di due o tre volte rispetto ad alcuni mesi fa. Al nord, in particolare a Milano, hanno raggiunto i 150 euro. Non va meglio al centro, con a Bologna una media compresa tra gli 85 e i 110 euro circa a tampone. Più contenuti i prezzi al sud dove il costo non supera i 60 euro. Calcolando due tamponi a persona la spesa, a seconda delle zone, va da un minimo di 120 euro a 300 euro. A questi, chi è impossibilitato a uscire dalla propria abitazione, deve aggiungere i costi per il servizio a domicilio che a Roma, dai 70 euro di media fanno arrivare il costo del tampone a 100-150 euro.

Per le mascherine Ffp2, indispensabili anche in casa in presenza di famiglie dove non tutti i componenti sono positivi al Coronavirus e per quanti sono soggetti al regime di autosorveglianza, l’Associazione utenti e consumatori (Aduc) calcola per un nucleo di 4 persone una spesa di 25 euro a settimana "con conseguenti problemi per le famiglie monoreddito e per i giovani che hanno stipendi da fame".

Chi è in isolamento, e non ha vicini o parenti in grado di provvedere alle necessità primarie, deve, inoltre, mettere in conto il servizio di consegna della spesa che nei principali supermercati ha un costo di 6,90, fino a 50 euro, e 3,90, fino a 120 euro. Se, in assenza di chi cucina, si opta per pranzo o cena domicilio bisogna calcolare un costo pari a quello previsto per mangiare al ristorante. Ma l’isolamento in casa ha anche diverse spese ‘occulte’. Sulla scia dei rincari per luce e gas spiccano le spese per il riscaldamento che, soprattutto al nord, deve essere mantenuto acceso a pieno regime per tutta la giornata. La spesa per la quarantena può arrivare anche oltre i 350 euro.