Roma, 3 gennaio 2018 - Monta la polemica - soprattutto sui social - per i sacchetti bio a pagamento e da più parti si lancia il boicottaggio per quella che per alcuni è una norma ecologica che fa bene al pianeta ma che molti ritengono una 'tassa' in più che pesa sui consumatori. E ovviamente il caso diventa politico, anche grazie a uno scambio di fake news: il Pd è accusato di aver favorito la ditta di una manager vicina al segretario e Matteo Renzi subito risponde ironicamente via social. "Chi vuole inventare bugie si accomodi pure, noi non lo seguiremo. Buon complotto a tutti", scrive su Fb.

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti difende l'iniziativa del Governo parlando di "un atto di civiltà ecologica". Dall'opposizione la leader di Fdi Giorgia Meloni cavalca la protesta parlando di una "nuova tassa del Pd", mentre per i Cinquestelle bisognava puntare sulle sporte riutilizzabili. In tutto ciò il Codacons annuncia che presenterà domani una diffida al Ministero dello Sviluppo economico perché autorizzi i consumatori a portarsi le borse per la frutta da casa.

RENZI E GALLETTI - "Chi vuole inventare bugie si accomodi pure, noi non lo seguiremo", scrive l'ex premier su Facebook, ironizzando sulle accuse di "complotto" e su una presunta parentela con la Bastioli, "Bernarda Renzi", come la definisce, "cugina di terzo grado di Matteo Renzi, presidenta dell'azienda che produce tutti i sacchetti del mondo".

Per Renzi "in Italia ci sono circa 150 aziende che fabbricano sacchetti da materiali naturali". In realtà, spiega, "l'Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti. Anziché gridare al complotto - conclude - dovremmo aiutare a creare nuove aziende nel settore della Green Economy, senza lasciare il futuro nelle mani dei nostri concorrenti internazionali". 

Per il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, "l'entrata in vigore della normativa ambientale sugli shopper ultraleggeri è un atto di civiltà ecologica, che pone l'Italia all'avanguardia nel mondo". I consumatori secondo il ministro pagavano le buste per l'ortofrutta anche prima, "con un ricarico sul prezzo dei prodotti". Invece "oggi il consumatore sa quanto costa l'impegno di ciascuno per la lotta alle plastiche che infestano i nostri mari".

PRO E CONTRO - Il Tweet ironico dell'ex premier è un modo per rispondere ai moltissimi post che accusano Renzi: "La tassa truffa sui sacchetti biodegradabili fa ricca la manager amica di Renzi", scrive un certo Danilo, mentre molto ritwittato è un post di tal Act rus, che mostra uno scontrino con il prezzo dei sacchetti, 2 centesimi l'uno e il commento: "Ecco l'ultimo regalo del PD di Renzi, sacchetti a pagamento".

In realtà sui social c'è anche tanta gente che difende il provvedimento. Molti sostengono che pagare 1 o 2 centesimi un sacchetto riciclabile è una questione irrilevante di fronte ai problemi dell'Italia e del mondo. Brand Angel commenta: "mi è venuta voglia di comprare la frutta solo per sperperare soldi in sacchetti biodegradabili".

Molti i post ironici: 

LA DIFESA DI LEGAMBIENTE -  Contro la rivolta social si scaglia Legambiente, che prova a ridimensionare le polemiche: "Troppe bufale e inesattezze sui sacchetti biodegradabili e compostabili che invece fanno bene all'ambiente e aiutano a contrastare il problema dell'inquinamento da plastica". 
Per Stefano Ciafani, direttore generale dell'associazione quelle suo bioshopper sono polemiche "davvero incomprensibili: non è corretto parlare di caro spesa né di tassa occulta o di qualche forma di monopolio aziendale. Sarebbe utile che ci si preoccupasse dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento causato dalle plastiche non gestite correttamente, e che si accettassero soluzioni tecnologiche e produttive che contribuiscono a risolvere questi problemi, senza lasciarsi andare a polemiche da campagna elettorale di cui non si sente il bisogno".