Giuseppe Conte, 56 anni, è al lavoro per costruire la sua leadership nel Movimento
Giuseppe Conte, 56 anni, è al lavoro per costruire la sua leadership nel Movimento
di Elena G. Polidori In nome della legge, ridacci l’elenco degli iscritti. Giuseppe Conte apre le ostilità con Davide Casaleggio per far uscire dall’impasse il M5s. "Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento – ha attaccato l’ex premier – che ne è l’unico e legittimo titolare, su questo c’è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali". "Abbiamo predisposto tutto per partire – ha proseguito l’ex premier – siamo pronti, questa impasse sta solo rallentando il processo costituente, ma certo non lo bloccherà, verrà presto superata, con o senza il consenso di Casaleggio. Se Rousseau non vorrà procedere in questa direzione, chiederemo l’intervento del Garante della...

di Elena G. Polidori

In nome della legge, ridacci l’elenco degli iscritti. Giuseppe Conte apre le ostilità con Davide Casaleggio per far uscire dall’impasse il M5s. "Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento – ha attaccato l’ex premier – che ne è l’unico e legittimo titolare, su questo c’è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali". "Abbiamo predisposto tutto per partire – ha proseguito l’ex premier – siamo pronti, questa impasse sta solo rallentando il processo costituente, ma certo non lo bloccherà, verrà presto superata, con o senza il consenso di Casaleggio. Se Rousseau non vorrà procedere in questa direzione, chiederemo l’intervento del Garante della Privacy e ricorreremo a tutti gli strumenti per contrastare eventuali abusi. Non si può fermare il Movimento, la prima forza politica del Parlamento".

In realtà, quello che vuole fare il figlio del cofondatore scomparso è esattamente quel che teme Conte: prendersi il Movimento, ripartendo dagli iscritti, da Rousseau e da Alessandro Di Battista come ‘front-man’ mentre lui, Casaleggio jr, lascerà il ruolo ibrido che ha svolto fino a oggi per diventare – nelle sue intenzioni – il nuovo, vero capo politico dei 5 stelle (a Roma Rousseau comincerà col dare appoggio alla sindaca uscente Virginia Raggi per la rielezione). Uno schema che Conte ha fin troppo chiaro e di cui ha parlato, l’altra sera, durante una concitata riunione con alcuni dei 5 Stelle più fidati, arrivando alla conclusione che lo stallo imposto dall’associazione Rousseau – non solo legato a questioni economiche, quindi, ma anche molto politiche – non è più sostenibile e ora bisogna passare all’azione. Un’azione che parte dalla nuova piattaforma che prenderà il posto di Rousseau (potrebbe chiamarsi "2050"), che sarà un ’ibrido’ con molti servizi esternalizzati – come la sicurezza, i blockchain, lo stoccaggio dati, la certificazione, solo per citarne alcuni – affidati a società diverse, mentre la governance, vale a dire il coordinamento, lo faranno i fedelissimi di Grillo. Ma se questa manovra non dovesse andare a buon fine, come piano B si è riaffacciata, nella discussione tra big dell’altra sera, l’ipotesi di un nuovo Movimento, con un nuovo Statuto, da fondare ex novo proprio a opera di Conte. Grillo forse potrebbe recuperare il simbolo (solo prestato alla ’vecchia’ Associazione M5s fondata a suo tempo da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio per sgravare il fondatore dagli oneri legali della prima associazione); questo consentirebbe di non perdere i gruppi parlamentari, in particolare al Senato, che ha un regolamento rigido in materia. Ed eviterebbe a Conte e al nuovo M5s di esporsi a una sanguinosa contesa giudiziaria e politica sulle spoglie del vecchio Movimento con gli espulsi dell’ultima tornata, fra i quali big come l’ex ministra Barbara Lezzi e il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, che sperano ancora nella carta dei ricorsi giudiziari per riconquistare i ranghi più alti del M5s.

Ma fino all’altra sera la linea che si è affermata è stata di accantonare (per ora) l’ipotesi di un nuovo partito. "Non ce ne andiamo da casa nostra", è la parola d’ordine sulla quale si attestano i vertici. Intanto gli esponenti del M5s si schierano con Conte: "Come iscritto che ha pagato regolarmente le quote Rousseau – ha spiegato il ministro Federico D’Incà – credo di aver diritto a esprimere il mio voto per Conte su una piattaforma o su un’altra. Il M5s ha il diritto di utilizzare i dati degli iscritti". Stessi toni dal sottosegretario M5s all’Interno Carlo Sibilia: "A causa di questa contesa sono bloccati ben 7,5 milioni di euro accantonati dai parlamentari M5s. Risorse che potrebbero essere destinate all’emergenza Covid ed alle imprese in difficoltà".