di Laura Valdesi SIENA "Una persona rilascia una dichiarazione spontanea agli inquirenti, descrivendo ciò che ha visto fra le 15.30 e le 16 del 6 marzo 2013, giorno in cui David Rossi morì. Ma non c’è stata alcuna verbalizzazione. Cosa grave. La testimone verrà chiamata dalla commissione parlamentare d’inchiesta. Nella cronistoria delle ultime ore di vita mancava anche questo pezzettino. Getta benzina sul fuoco di ciò che è stato fatto nel corso delle indagini seguite al decesso", denuncia Walter Rizzetto (Fdi), membro della commissione, nella conferenza alla Camera con la moglie del manager della comunicazione di Banca Mps, Antonella Tognazzi, e la figlia della donna, Carolina Orlandi. Il colpo...

di Laura Valdesi

SIENA

"Una persona rilascia una dichiarazione spontanea agli inquirenti, descrivendo ciò che ha visto fra le 15.30 e le 16 del 6 marzo 2013, giorno in cui David Rossi morì. Ma non c’è stata alcuna verbalizzazione. Cosa grave. La testimone verrà chiamata dalla commissione parlamentare d’inchiesta. Nella cronistoria delle ultime ore di vita mancava anche questo pezzettino. Getta benzina sul fuoco di ciò che è stato fatto nel corso delle indagini seguite al decesso", denuncia Walter Rizzetto (Fdi), membro della commissione, nella conferenza alla Camera con la moglie del manager della comunicazione di Banca Mps, Antonella Tognazzi, e la figlia della donna, Carolina Orlandi.

Il colpo di scena che apre una giornata chiusa dall’annuncio della trasmissione al Csm, al procuratore generale presso la Cassazione e alla procura di Genova della copia dei resoconti stenografici, anche nella parte segreta, dell’audizione del colonnello dei carabinieri Pasquale Aglieco sul sopralluogo fatto con i tre pm di Siena nell’ufficio di Rossi. Inviato anche il racconto del luogotenente dell’Arma Roberto Nesticò, dei poliziotti Federico Gigli e Livio Marini che intervennero quella sera e della collega della scientifica Federica Romano. Fu lei a scattare le 121 foto del sopralluogo successivo a quello dei pm (60 inserite nel fascicolo, 61 rimaste nell’archivio della poliziotta) e a girare i due video di cui il presidente della commissione Pierantonio Zanettin invierà copia a Csm e procura ligure. Materiale inedito – "Sparito", ha tuonato Massimo Giletti a ’Non è l’Arena’ – perché in realtà mai allegato agli atti dell’inchiesta.

La testimone oculare del singolare comportamento di Rossi in Vallerozzi, via del centro dietro Rocca Salimbeni, è la giornalista Susanna Guarino che ha lavorato a lungo al Corriere di Siena. "Me lo ricordo perfettamente. Pioveva e parlavo con un’amica quando lo incrociai, cappuccio in testa e mani in tasca. Mi salutò, andò più volte in su e giù fra Vallerozzi e Pian d’Ovile come se stesse cercando qualcosa o qualcuno. Mi passò poi vicino sbattendo addosso. Quando morì, da cittadina non omertosa, andai in questura. Riferii tutto a un funzionario. Disse che forse parlava da solo perché non usava auricolari, non erano stati trovati durante la perquisizione. Neppure una parola fu verbalizzata. Così nell’ottobre 2017 raccontai tutto sul mio blog e ora sono pronta a farlo davanti alla commissione". La sua audizione non è stata calendarizzata mentre il 20 gennaio tocca al pm Antonino Nastasi che, secondo Aglieco, si sarebbe seduto sulla poltrona di Rossi rispondendo al telefono. Gli altri due pm, Nicola Marini e Aldo Natalini, verranno sentiti dopo l’elezione del capo dello Stato. Audita ieri la coach di Banca Mps Carla Ciani: parlò con il manager il giorno della morte riferendo di aver "lasciato una persona sul pezzo", senza avere la percezione che si volesse suicidare". Però appariva in ansia, le raccontò "della perquisizione, che era un momento bruttissimo, suo padre morto a novembre. Disse di aver scritto all’ad Viola, era preoccupato di aver dato all’azienda l’impressione di fragilità". Sul caso Rossi è intervenuto poi il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra annunciando "che un gruppo parlamentare ha chiesto di far partire un’attività istruttoria afferente ad Mps. Ci sono gli estremi perché ciò avvenga". "Ci auguriamo che la procura riapra presto le indagini: lo dobbiamo ai suoi familiari", il commento di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.