Massimo

Donelli

Precipitando dal rango di Maestro a quello di Fedez, Nanni Moretti, 67 anni, posta su Instagram il suo rancore contro Cannes: "Invecchiare di colpo. Succede. Soprattutto se un tuo film partecipa a un festival. E non vince. E invece vince un altro film, in cui la protagonista rimane incinta di una Cadillac. Invecchi di colpo. Sicuro". E no, al Maestro la sconfitta non è andata giù. Si aspettava, sotto le palme della Croisette, la consueta nuvola di incenso. Invece non se lo sono proprio filato. Ma egli, anziché limitarsi a riporre le pive in valigia e tacere, ha deciso di dire qualcosa di sinistra. E sì, perché è proprio nel Dna della sinistra, sin dai tempi degli oggi rinnegati Bolscevichi, tentarle tutte pur di non ammettere defaillances.

Quel geniaccio di Iosif Vissarionovic Džugašvili, più noto come Stalin (1878-1953), campò una vita sulla figura del nemico esterno per giustificare le carenze dell’Urss. Achille Occhetto, oggi 85enne, se la prese con la TV per spiegare la vittoria di Silvio Berlusconi alle politiche del 1994, forse memore delle immortali note di Enzo Jannacci (1935-2013): "La televisiun la g’ha na forsa de leun la televisiunla g’ha paura de nisun la televisiunla t’endormenta cume un cuiun". E il Pd, quando si è visto sorpassare dal Movimento 5 Stelle, ha liquidato la faccenda come una vittoria del populismo. Insomma, mai abbandonare il superiority complex e ammettere: ho fallito. Eppure sarebbe tanto apprezzato…