Claudia

Marin

Pagati per non assentarsi. Se non fosse che è tutto vero nero su bianco, con tanto di accordo sindacale firmato, sarebbe da non credere. Il nuovo sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, che è stato (sic) anche ministro dell’Economia, ha dato il via libera a spendere 3 milioni di euro dei contribuenti romani per "l’incentivazione all’aumento del tasso di presenza" dei netturbini.

Insomma, non basta lo stipendio per fare il proprio lavoro. No, la retribuzione, nella versione capitolina corporativo-clientelare, sarebbe solo un optional garantito a prescindere dal lavoro. E, dunque, per far pulire le strade e le piazze di una città sommersa dai rifiuti come e più degli anni di Virginia Raggi serve un bonus aggiuntivo. Perché solo così, forse, tramite "la riduzione del tasso di assenza per malattia di almeno il 10% nei mesi di dicembre e gennaio", sarà possibile quella pulizia straordinaria promessa in campagna elettorale. Peccato che la soluzione, frutto delle più tipiche modalità di gestione delle municipalizzate-carrozzoni, non è solo scandalosa ma rischia di rivelarsi anche inutile. A quanto risulta, una rilevante percentuale di netturbini sarebbe stata dichiarata parzialmente inidonea al lavoro, con la conseguenza che, anche nel caso di presenza al lavoro, non potrà essere loro chiesto di svolgere attività di carico e scarico sulla strada. Insomma, non potranno svolgere il lavoro per il quale sono stati assunti.