Il ministro degli. Esteri italiano, Luigi Di Maio, 34 anni, con il premier della Spagna, Pedro Sanchez (49)
Il ministro degli. Esteri italiano, Luigi Di Maio, 34 anni, con il premier della Spagna, Pedro Sanchez (49)
di Elena G. Polidori Chi, fino a ieri, aveva parlato di competizione tra l’Italia e la Spagna, e di una bilancia economica "che se va male l’Italia ne beneficia la Spagna, o viceversa", ha preso un sonoro abbaglio. Mario Draghi e Pedro Sánchez, dopo il bilaterale di ieri a Barcellona (appuntamento preceduto dal premio al premier italiano riceve da parte del ‘Cercle d’Economia’, per il suo operato nella costruzione dell’Europa durante il suo periodo di numero uno della Bce), hanno scandito chiaramente che "insieme Roma e Madrid sono più...

di Elena G. Polidori

Chi, fino a ieri, aveva parlato di competizione tra l’Italia e la Spagna, e di una bilancia economica "che se va male l’Italia ne beneficia la Spagna, o viceversa", ha preso un sonoro abbaglio. Mario Draghi e Pedro Sánchez, dopo il bilaterale di ieri a Barcellona (appuntamento preceduto dal premio al premier italiano riceve da parte del ‘Cercle d’Economia’, per il suo operato nella costruzione dell’Europa durante il suo periodo di numero uno della Bce), hanno scandito chiaramente che "insieme Roma e Madrid sono più forti" e che un maggiore coordinamento giova – a livello economico – a entrambe le nazioni.

"Abbiamo più capacità di presentare progetti – questa la linea comune – e Italia e Spagna rappresentano il 25% del Pil europeo. Possiamo guardare al futuro con più fiducia". Ed è proprio "il Pil" la parola chiave che Draghi ha messo sul tavolo del vertice madrileno, facendo un discorso di ampio respiro, ma tutto puntato verso il nostro futuro.

"La pandemia – ha esordito – ha colpito le nostre vite e le nostre società in maniera devastante. Hanno perso la vita almeno 3,8 milioni di persone, un quinto delle quali in Europa. L’Italia e la Spagna sono tra i Paesi più colpiti con un totale complessivo di oltre 200 mila decessi". I dati parlano di un Pil della Ue calato del 6,1%, "la maggiore contrazione mai registrata", ha detto Draghi. E la riduzione più forte è stata registrata proprio in Italia e in Spagna, dove il Pil "è calato rispettivamente dell’8,9% e del 10,8%", ha sottolineato il premier.

In questo quadro, i vaccini sono stati l’elemento della speranza, "gli sforzi vaccinali ci hanno inoltre permesso di riaprire le nostre economie – ha spiegato Draghi –, c’è un ritorno alla crescita", Dunque una ripresa vicina che il premier è stato anche in grado di delineare, scandendo numeri importanti: "Secondo le previsioni della Commissione europea, quest’anno il prodotto interno lordo dell’Ue crescerà del 4,2%. In Italia e in Spagna, si prevede un aumento rispettivamente del 4,2% e del 5,9%. Queste previsioni potrebbero essere riviste al rialzo, con il ritorno della fiducia fra le imprese e le famiglie". Tuttavia, bisogna fare sempre i conti con il Covid, non sconfitto, che impone prudenza". E dunque "dobbiamo continuare a investire nella ricerca", ma anche "andare avanti con le politiche fiscali espansive", ha spiegato Draghi, per "tranquillizzare gli imprenditori, quando la ripresa sarà autonoma si ritornerà alla prudenza fiscale, il nostro obiettivo minimo deve essere di riportare l’attività economica almeno in linea con la traiettoria pre-pandemia". Una vera lezione di economia che Sánchez ha commentato con un’immagine: "Quando parla lui durante il Consiglio europeo, restiamo tutti zitti".