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11 lug 2022

Roghi a Roma, protestano gli autodemolitori: ecco perché. Tre cose da sapere

Elena Donato, presidente dell'associazione Arder: "Il problema andava risolto nel 1997"

11 lug 2022

Roma, 11 luglio 2022 - Roghi a Roma e protesta degli autodemolitori. Sono un'ottantina quelli da spostare, la metà concentrati su viale Togliatti.

Vecchi accordi mai realizzati. Stamane li hanno ricordati a modo loro. Lamiere bruciate in mezzo alla strada e traffico bloccato. 

Elena Donato, presidente di Arder, la principale associazione di categoria degli sfasciacarrozze romani, spiega il perché delle proteste e ripercorre le tappe di una vicenda che inizia ormai molti anni fa.

1. Perché state protestando?

"Perché da anni le nostre attività avrebbero dovuto essere spostate in zone più idonee. C’è un accordo di programma del consorzio autodemolitori con il Comune di Roma e la Regione Lazio. Con l’obbligo di delocalizzare gli impianti altrove. Questo doveva avvenire nel 1997 ma l’accordo di programma non è mai stato rispettato. E, cosa ancora più grave, il 28 dicembre 2018 noi operatori del settore abbiamo scritto un emendamento approvato dalla Regione Lazio e poi assorbito finito nella legge sui rifiuti speciali. Si sottolineava che le aziende avrebbero dovuto essere delocalizzate entro 24 mesi dall’approvazione di quel regolamento. Ma dopo 4 anni non è successo niente".

Uno scorcio di viale Palmiro Togliatti, dove gli autodemolitori hanno bloccato il traffico
Uno scorcio di viale Palmiro Togliatti, dove gli autodemolitori hanno bloccato il traffico

2. Quanti siete come autodemolitori?

"Come associazione rappresentiamo una ventina di autodemolitori su viale Togliatti. Ma le attività su quella via in tutto sono una quarantina".

3. Anche voi vittime dei roghi?

"Noi autodemolitori siamo tra le prime vittime dei roghi. I miei associati hanno perso tutto, e parliamo di attività che risalgono al 1965. Almeno una decina sono state completamente incenerite. Noi siamo autorizzati a tenere pneumatici e oli con le dovute cautele. Ma in caso di incendio naturalmente la diossina si sprigiona nell’aria. Non solo. Le autorizzazioni provvisorie hanno costretto le aziende a fare investimenti che poi si sono rivelati inutili. I roghi sono divampati dal parco di Centocelle, quasi sicuramente a causa delle sterpaglie. Quell'area verde è piena di rifiuti, chiunque va e li scarica".

 

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