Roberto Gervaso (ImagoE)
Roberto Gervaso (ImagoE)

Roma, 2 giugno 2020 - Addio a Roberto Gervaso, scrittore, giornalista e volto noto della tv. E' morto oggi all'età di 82 anni: si è spento in ospedale a Milano, dopo una lunga malattia. Lascia la moglie Vittoria e la figlia Veronica, giornalista del Tg5.

Roberto Gervaso, gli aforismi più celebri del 'principe della breve frase brillante'

E' stato autore di successo di numerosi libri, in particolare biografie di celebri personaggi, e protagonista tra i primi della grande divulgazione storica in Italia.  Personaggio televisivo, di lui si ricordano l'immancabile papillon, gli aforismi e le battute spesso taglienti e mai banali.  Nel suo penultimo libro aveva confessato la sua battaglia, vinta contro la depressione, conosciuta in tre grandi crisi: a 23, 43 e 71 anni. "Ho ucciso il cane nero. Come ho sconfitto la depressione e riconquistato la vita", il titolo dell'opera. Una testimonianza in prima persona di come "piano piano, impercettibilmente, le ante della tua finestra si dischiudono, ma non puoi ancora affacciarti". La risalita era cominciata con "solo uno spiraglio, che vagamente fa filtrare un pallido raggio di luce. È l'inizio della rinascita. Ma non illudetevi: ci vuole pazienza".

Chi era Roberto Gervaso

Nato a Roma il 9 luglio 1937, ha studiato in Italia e negli Stati Uniti , laureandosi in lettere moderne, con una tesi sul filosofo Tommaso Campanella. Ha collaborato a quotidiani e periodici, alla radio e alla televisione, e per decenni si è dedicato alla divulgazione storica, sua grande passione, come testimoniano decine di libri pubblicati.

Gervaso inizia l'attività giornalistica nel 1960 al "Corriere della Sera", presentato da Montanelli. Tra il 1965 e il 1970 firma, insieme a Montanelli, i primi sei volumi della "Storia d'Italia" acquisendo grande notorietà. A lui si deve scansione cronologica dell'Italia "dai secoli bui" del Medioevo a quella del Settecento illuminista e riformatore.

Nel 1973 vince il Premio Bancarella nel 1973 con la biografia "Cagliostro", un successo dopo cui pubblica altre sei biografie storiche da Nerone a Casanova, dai Borgia a Claretta Petacci. Nella sua vasta bibliografia di oltre 60 titoli, un grande giallo storico, "Scandalo a corte"; due raccolte di grandi storie d'amore, "Appassionate" e "Amanti"; sei raccolte d'interviste; una raccolta d'interviste immaginarie, tre raccolte di aforismi; un volume di confessioni, uno di galateo erotico, uno sui sentimenti.

In tv

Gervaso è stato tra i primi commentatori della nascente tv commerciale di Silvio Berlusconi, dove il pubblico imparò subito a conoscerlo per il papillon. A partire dal 1996 ha condotto il programma "Peste e Corna", andato in onda dal lunedì al venerdì su Retequattro, fino al 1999 (dal 2000 al 2005 è diventata la rubrica "Peste e corna... e gocce di storia").

Gli aforismi

"Donne: diavoli senza i quali la vita sarebbe un inferno", diceva Gervaso. E ancora: "La bellezza si vede; il fascino si sente", mentre "La verità è più facile dirla che conoscerla". Sono solo alcuni degli aforismi coniati dallo scrittore. "L'Italia: un Paese che sta in piedi perché non sa da che parte cadere", ripeteva. E "Niente mi fa più ridere di chi vuol farmi ridere a qualunque costo".

Gervaso e i cappelli

Oltre al papillon, Gervaso amava indossare cappelli di ogni tipo ("tutti Borsalino, li porto sempre. Un po' per proteggermi, un po' per vezzo"). Ma perché ha una predilezione per i papillon? "Per farmi notare", rispose anni fa in un'intervista. "Di quelli veri, che annodo io - spiegò - La differenza che passa tra un farfallino finto già annodato e uno vero da annodare è come quella tra le uova di lompo e il caviale beluga"