"La società esiste e anche i partner che compongono la Superlega. Quello che abbiamo fatto è stato concederci qualche settimana per riflettere sulla virulenza con cui alcune persone che non vogliono perdere i propri privilegi hanno manipolato il progetto": Florentino Pérez insiste e in un’intervista al quotidiano sportivo spagnolo...

"La società esiste e anche i partner che compongono la Superlega. Quello che abbiamo fatto è stato concederci qualche settimana per riflettere sulla virulenza con cui alcune persone che non vogliono perdere i propri privilegi hanno manipolato il progetto": Florentino Pérez insiste e in un’intervista al quotidiano sportivo spagnolo As torna sul tema che agita da giorni il mondo del calcio.

E non è l’unica novità dopo il pasticcio Superlega. In Italia, undici club del massimo campionato (a esclusione di Fiorentina, Atalanta, Lazio, Napoli e Verona) chiedono in una lettera a Paolo Dal Pino, numero uno della Lega, sanzioni contro le ’separatiste’ Inter, Milan e Juve.

Ma torniamo a Pérez. Il patron del Real ribadisce di non avere paura delle "minacce" del presidente dell’Uefa Aleksander Čeferin, che lui ritiene armi spuntate: "Siamo stati costretti ad andare in tribunale (a Madrid, ndr), che ha emesso un provvedimento cautelare che ordina a Uefa e Fifa, nonché alle leghe e federazioni nazionali, di astenersi dall’adottare qualsiasi misura o azione, dichiarazione o comunicazione che impedisca la preparazione della Superlega. A mio parere, quella sentenza pone fine al monopolio dell’Uefa" spiega Pérez. A proposito del contratto vincolante formato dai 12 club con la Superlega e di eventuali penali, Pérez ha detto di non voler fornire dettagli, limitandosi ad aggiungere che "i club non possono uscire. Questo progetto o un altro molto simile andrà avanti".

Secondo Pérez "nei tre mesi di pandemia che ha colpito la scorsa stagione, i 12 club della Superlega hanno perso 650 milioni. Quest’anno, con la piena stagione della pandemia, perdite andranno tra i 2.000 e i 2.500".