Venerdì 21 Giugno 2024
MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Rivolta al carcere minorile. I detenuti del Beccaria barricati per tre ore contro l’ispezione antidroga

In cinquanta si sono rifiutati di rientrare in cella. L’intervento della polizia. Alcuni dei responsabili della protesta verranno trasferiti altrove . L’istituto era già stato al centro delle polemiche per casi di presunti abusi.

Rivolta al carcere minorile. I detenuti del Beccaria barricati per tre ore contro l’ispezione antidroga

Rivolta al carcere minorile. I detenuti del Beccaria barricati per tre ore contro l’ispezione antidroga

I detenuti barricati in un’ala del penitenziario. L’intervento massiccio della polizia in tenuta antisommossa, tra urla e proteste dei giovani reclusi. Istantanee della rivolta scoppiata ieri al carcere minorile Beccaria di via Calchi Taeggi alla periferia ovest di Milano. Alta tensione per tre ore, dalle 15.30 in poi, prima che la situazione tornasse alla normalità. Il bilancio è di nessun ferito. Da accertare le responsabilità, che porteranno a dei trasferimenti. La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, è stata subito informata e a quanto emerso non risulterebbero danni a strutture, incendi o feriti.

Non c’è pace per l’istituto penale milanese: un mese e mezzo fa era stato travolto dall’indagine della Procura su presunte torture e aggressioni ad alcuni detenuti che ha portato all’arresto di 13 agenti di polizia penitenziaria e alla sospensione dal servizio per altri otto. Poi, il 7 maggio, un materasso bruciato era stato il preludio di una rivolta (l’ennesima) con insulti e minacce rivolti pure ai sanitari intervenuti. Quattro ore ad altissima tensione. Non solo: nei giorni scorsi uno dei detenuti, definito “psichiatrico“ avrebbe anche cercato di strangolare un agente.

Ancora da capire cosa abbia scatenato ieri la rabbia dei detenuti, anche se al momento sembra che tutto sia nato da controlli antidroga con unità cinofile: un ragazzo sarebbe stato trovato in possesso di alcune dosi di stupefacente e mandato in isolamento. Da qui i malumori degli altri reclusi, che poi sono sfociati nella rivolta. Una cinquantina di detenuti, dopo le 15, sono usciti dalle salette comuni e dalle camere di pernottamento barricandosi dentro la struttura e impedendo l’accesso agli agenti di polizia penitenziaria minacciando pure azioni violente. L’inizio della rivolta. A quel punto è scattata la richiesta di aiuto e in via Calchi Taeggi sono intervenuti diversi equipaggi della polizia, con decine di agenti in tenuta antisommossa. Circondato anche il perimetro esterno del penitenziario per monitorare la situazione in ogni angolo ed evitare evasioni. Dopo tre ore, alle 18.30, la situazione è tornata alla normalità. Don Gino Rigoldi, lo storico cappellano del Beccaria: "Sono sempre tre o quattro che fomentano, si fanno forza dicendosi e gli altri gli vanno dietro".

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, giudica la condotta dei detenuti in rivolta "irresponsabile e gravissima", parlando di "quotidiane denunce con le quali evidenziamo che la situazione al Beccaria è sempre ad alta tensione. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti che parte da un dato incontrovertibile: la Polizia penitenziaria continua a tenere botta, nonostante le quotidiane aggressioni". Secondo il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria (Spp), Aldo Di Giacomo, "sui detenuti giovani bisogna investire per evitare che non diventino carcerati abituali, ma il governo e il Dap non sono in grado di gestire la situazione".

In serata, nel carcere, sono arrivati i consiglieri regionali del Pd Paola Bocci e Pierfrancesco Majorino: "Abbiamo trovato una situazione davvero complessa in una giornata molto difficile. Rinnoviamo il nostro appello a tutte le istituzioni, a partire dal governo, a fare il massimo per affrontare immediatamente le questioni relative alla carenza di personale, sia sul fronte della polizia penitenziaria che su quello degli educatori e degli operatori sociali". Intervenuta pure l’assessora alle Politiche giovanili del Comune, Martina Riva: "La situazione all’Istituto penale minorile Beccaria è fuori controllo: il governo intervenga immediatamente, come si può pensare alla rieducazione, se proprio il luogo dove questa deve avvenire manca dei più elementari requisiti di sicurezza?".