Il corpo di Saman Abbas è stato cercato per 67 giorni, fino al 12 luglio, a Novellara
Il corpo di Saman Abbas è stato cercato per 67 giorni, fino al 12 luglio, a Novellara
Simone Borile, 45 anni, antropologo. Saman Abbas è stata fatta a pezzi perché ha detto no alle nozze forzate in Pakistan? Così ha raccontato il fratello. Sparita da 4 mesi, l’hanno cercata invano per due. "Sicuramente con il delitto d’onore si vuol far scomparire il corpo della donna per non farlo ritrovare mai più. La macchia è tale che non deve rimanere nemmeno il ricordo. E lo zio presunto autore è descritto come violento, capace di tutto". Agli atti dell’inchiesta c’è un rapporto Onu che racconta l’orrore del Pakistan: cadaveri smembrati e gettati nei fiumi o...

Simone Borile, 45 anni, antropologo. Saman Abbas è stata fatta a pezzi perché ha detto no alle nozze forzate in Pakistan? Così ha raccontato il fratello. Sparita da 4 mesi, l’hanno cercata invano per due.

"Sicuramente con il delitto d’onore si vuol far scomparire il corpo della donna per non farlo ritrovare mai più. La macchia è tale che non deve rimanere nemmeno il ricordo. E lo zio presunto autore è descritto come violento, capace di tutto".

Agli atti dell’inchiesta c’è un rapporto Onu che racconta l’orrore del Pakistan: cadaveri smembrati e gettati nei fiumi o nascosti in cimiteri invisibili. Potrebbe essere la stessa fine della 18enne di Novellara?

"I modi possono essere diversi. L’obiettivo è uno solo: non far ritrovare nulla. La vittima non deve essere nemmeno commemorata".

In altre parole la donna dà scandalo anche da morta?

"Chi si ribella rapresenta un’onta per i parenti. Per questo deve diventare invisibile. Avere un corpo significa commemorare la persona. Facendolo scomparire, invece, si evita di ricordare la donna, per non far riemergere quel disonore che ricadrebbe ancora una volta sull’intera famiglia".

Come avvengono i delitti d’onore?

"La casistica di cui mi sono occupato è atroce. Strangolamento, lama, soffocamento spesso con fili, sgozzamento... Sono sempre omicidi molto brutali. A volte in presenza di testimoni, come un fratello, il padre, uno zio".

Una sentenza che arriva fino al Paese d’origine?

"Sì, tutti i membri della famiglia vengono informati e coinvolti, non soltanto chi si trova in Italia. Questo accade molto spesso anche con le infibulazioni, reato culturalmente orientato come le spose bambine. I genitori vengono obbligati ad intervenire".

Quindi la sentenza per Saman potrebbe essere partita dal Pakistan?

"Probabilmente è stata condivisa collegialmente. La carta costituzionale del Paese mette le donne allo stesso livello degli uomini. Però poi c’è la Shaaria. Che prevale".

Si parla di 5mila casi all’anno nel mondo, mille concentrati in Pakistan. Realistico?

"No, questi sono i numeri ufficiali. Cifre che vanno come minimo raddoppiate, se non triplicate. Ricordiamoci che in Pakistan ci sono donne che non possono tenere nemmeno i documenti d’identità. Beni in possesso dell’uomo".

Come viene considerato il delitto d’onore?

"Sono reati culturalmente orientati, condotte penalmente rilevabili che vengono però supportate e condonate dalla cultura di appartenenza".

Niente a che fare con i femminicidi.

"Da non confondere assolutamente per le modalità di programmazione, esecuzione, intenzione completamente diverse. Le tradizioni tribali prevedono che siano gli stessi membri della famiglia a punire. Queste persone sono convinte di compiere un atto giusto, doveroso. Si sentono giudici. Non più un senso di colpa ma quasi di orgoglio, per la riconquista di quel valore familiare che era stato perduto".