Roma, 16 luglio 2021 - Nell'attuale crescita dei contagi da Coronavirus (qui il bollettino di oggi), spinti dalla contagiosissima variante Delta, il tema della riapertura della scuola a settembre è pressante: in due mesi bisogna che tutto sia a punto, ma ancora molti insegnanti non sono completamente vaccinati (ad oggi solo il 77,17% del personale scolastico ha ricevuto entrambe le dosi). Importante sarebbe garantire la didattica in presenza, visti i danni, psicologici e non, causati dalla Dad.

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Anche di questo si è occupato il Cts, e nella conferenza stampa del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute il presidente Iss Silvio Brusaferro spiega: "E' importante garantire la copertura vaccinale anche in ambiente scolastico. La scuola non è solo momento della lezione, ma anche pre e post scolastico. Oggi abbiamo vaccini autorizzati dai 12 anni in su. Il mio auspicio è che le persone aderiscano spontaneamente", ha detto Brusaferro.

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Scuola, quanti sono i non vaccinati

Tra il personale scolastico sono ancora oltre 221 mila coloro che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti-Covid, pari al 15,15% del totale, secondo il report settimanale del Commissariato all'emergenza, online sul sito del governo. E non stanno certo facendo le corse: venerdì scorso erano quasi 223 mila docenti e ausiliari non vaccinati, quindi meno di due mila in una settimana hanno  ricevuto la prima inoculazione. I membri del personale scolastico che hanno avuto la prima dose o la dose unica sono quasi l'85%%, come anticipato due giorni fa dal ministro della Salute Roberto Speranza. 

Didattica in presenza è priorità

"Il Cts ritiene assolutamente necessario dare priorità alla didattica in presenza per l'anno scolastico 2021/2022, non solo come strumento essenziale per la formazione degli studenti, ma anche come momento imprescindibile e indispensabile nel loro percorso di sviluppo psicologico, di strutturazione della personalità e dell'abitudine alla socializzazione, la cui mancanza può negativamente tradursi in una situazione di deprivazione sociale e psico-affettiva delle future generazioni", si legge nel verbale del comitato tecnico scientifico. Ancora, ritiene il Cts, sempre in proposito della didattica in presenza, "laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l'obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico".

Vaccini a scuola

Nel verbale del Comitato tecnico scientifico si legge: "Il Cts ritiene che tutto il personale scolastico debba essere vaccinato ed esprime, in tal senso, una forte raccomandazione al decisore politico, affinché ogni sforzo sia fatto per raggiungere un'elevata copertura vaccinale in questa popolazione".  Il Governo può farlo, scrive il Cts, "sia promuovendo intense campagne informative, sia attraverso l'individuazione delle ulteriori misure, anche legislative, appropriate per garantire la più elevata soglia di soggetti vaccinati, in particolare in quelle regioni nelle quali, ad oggi, si continuano a registrare livelli marcatamente inferiori a quelli osservati in altre regioni, meglio performanti in questo ambito". 

Rezza: obbligo vaccino estrema ratio

"L'obbigo di vaccinazione per il personale scolastico è l'extrema ratio anche perché non si fa dall'oggi al domani ed è un percorso lungo - spiega Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute - E' chiaro che va fatto capire che un vaccino è un diritto oltre che un dovere. Gli insegnati è importante che si vaccinino così come tante categorie esposte, come anche le commesse del supermercato". Insomma, "dobbiamo fare un appello alla responsabilità".

Anche per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri non serve l'obbligo vaccinale per gli insegnanti: "Vi è una differenza - spiega a Timeline su Skytg24 - tra il personale sanitario che opera ad esempio in oncoematologia con piccoli pazienti non vaccinabili sotto i 12 anni e i rischi che un medico un infermiere può determinare in quel reparto in caso che non sia vaccinato, rispetto a un docente. Il numero dei docenti non vaccinati in questo momento è intorno al 15%. È vero che il numero assoluto sembra molto grande. Ma sono 200mila e prevalentemente distribuiti in alcune Regioni specifiche". 
E poi si chiede: "Cosa direi io da medico a un docente che non vuole vaccinarsi? Verso settembre-ottobre il virus circolerà di più nei più giovani perché il resto della popolazione è prevalentemente vaccinato. Se bambino di otto-dieci anni prende il virus verosimilmente non gli accadrà nulla, è rarissimo che debba ricorrere alle cure ospedaliere e invece un professore di 45-50 anni rischia di più. Il vaccino che abbiamo oggi a disposizione è un vaccino sicuro".

Per il presidente dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Enrico Coscioni, l'obbligo per alcune categorie oltre a quella dei sanitari va esteso "al mondo della scuola e del pubblico impiego, in particolare quando si hanno rapporti obbligati con il pubblico". Ma, secondo alcuni, i tempi sarebbero troppo lunghi per arrivare a settembre con una legge che vada in questo senso. 
 

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Distanziamento e mascherine

"Il distanziamento è una delle misure di prevenzioni prioritarie. Laddove per motivi straordinari questo tipo di misura non possa essere mantenuta, si può adottare almeno la mascherina chirurgica. Fermo restando le misure della circolazione e il fatto che il personale scolastico sia vaccinato. Ciò detto, è chiaro che si può derogare in condizioni di straordinarietà", ha detto Silvio Brusaferro rispondendo a una domanda sulla situazione delle scuole nella conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid-19 della Cabina di Regia.
"Il Cts si è espresso in modo molto forte sull'importanza della didattica in presenza. Serve equilibrio generale per la didattica in presenza che è estremamente importante", ha aggiunto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità. 

Bianchi: rientro in sicurezza

Interviene anche il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi: "Il ministero è da tempo al lavoro per il rientro a settembre in presenza e in sicurezza. È un obiettivo che il Governo ha perseguito sin dal proprio insediamento. Già negli scorsi mesi, quando abbiamo affrontato la seconda ondata pandemica abbiamo comunque voluto che le bambine e i bambini della primaria potessero andare a scuola in presenza. E abbiamo ridotto al minimo l'utilizzo della formazione a distanza per tutti gli altri - sottolinea Bianchi - L'impegno in questa direzione è testimoniato anche dalle risorse stanziate nei recenti provvedimenti del Governo: 1,680 miliardi in totale per il rientro in sicurezza a settembre". 
Quanto ai vaccini al personale, Bianchi sottolinea: "Prosegue la campagna vaccinale, con priorità al personale scolastico. È importante che venga fatto ogni sforzo per raggiungere la più alta copertura possibile, in modo da garantire una maggiore sicurezza a tutte e tutti al rientro. La vaccinazione è un atto di responsabilità collettiva".

Tamponi e campagna informativa

Il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso, della Lega, si chiede "come può il Cts ignorare l'utilizzo dei tamponi salivari, da noi più volte proposto, per monitorare il rischio di contagio nelle scuole? Il dispositivo - sottolinea Sasso - è stato ormai validato e potrebbe costituire un prezioso supporto per evitare quarantene di massa o, peggio, la chiusura di interi istituti". La sottosegretaria all'Istruzione pentastellata Barbara Floridia si dice pronta "a fare in modo che venga realizzata al più presto un'adeguata campagna informativa, con l'obiettivo di arrivare alla più alta soglia di personale docente vaccinato". Intanto oggi il Ministero dell'Economia ha autorizzato l'assunzione di 112.473 docenti per l'anno scolastico 2021/2022.