Quando gli studenti torneranno a scuola in presenza e sui bus resterà il limite del 50% dei posti, il rischio è il caos. L’avvertimento arriva dalle Regioni che chiedono di programmare in tempi utili non solo il potenziamento delle linee ma anche lo scaglionamento e la diversificazione degli orari. "Il coefficiente massimo di...

Quando gli studenti torneranno a scuola in presenza e sui bus resterà il limite del 50% dei posti, il rischio è il caos. L’avvertimento arriva dalle Regioni che chiedono di programmare in tempi utili non solo il potenziamento delle linee ma anche lo scaglionamento e la diversificazione degli orari. "Il coefficiente massimo di riempimento dei mezzi del trasporto pubblico locale resterà al 50% anche al termine della seconda ondata, mentre va prefigurandosi un ritorno degli studenti della secondaria in presenza, dal 7 gennaio, al 75% della popolazione scolastica. Con presumibile incremento al 100% nelle settimane successive. Con utenza scolastica a regime e riempimento dei mezzi al 50% sono ovvie le conseguenti criticità", ha sottolineato Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania e coordinatore della Commissione infrastrutture della Conferenza delle Regioni durante l`audizione di fronte alla Commissione Istruzione del Senato.

Per le Regioni, quindi "occorre agire con decisione dal lato dell`offerta, con potenziamento dei servizi, e della domanda, con diversificazione degli orari d`ingresso alle scuole secondarie di II Grado, ponendo fine a una situazione non gestibile che ha lasciato il tema degli orari nella discrezionalità dei singoli dirigenti scolastici", ha spiegato Bonavitacolai. Che ammette i limiti degli enti locali sul Trasporto pubblico: "Non è agevole utilizzare bus turisti per il Tpl urbano, considerate le tipologie di vetture. Così come non è possibile dirottare su bus l’utenza delle metropolitane su ferro". Per questo, "accertati i limiti del potenziamento di linee aggiuntive", non resta "altra strada che diversificare gli orari"