Oliver Gervasi
Oliver Gervasi

FIRENZE, 28 Aprile 2021 -  Stanco, parecchio stanco ma davvero molto felice. "Avrei fatto volentieri a meno di passare una mattinata qui dentro, in un’aula del palazzo di giustizia di Novoli", sospira il ventottenne Oliver Gervasi, al termine dell’udienza di sfratto, per fortuna respinta dal giudice del tribunale.


E cosa succede adesso per voi?


"Da qui al 28 ottobre dobbiamo trovare un accordo con l’anziana proprietaria, che vive a Milano".


Ci racconti la tua storia? Come siamo arrivati a questo punto?


"Con la liquidazione di mio padre abbiamo deciso di aprire un ristorante, visto che mia mamma ai fornelli è sempre stata fantastica. Tutti i soldi che avevamo li abbiamo investiti in quel progetto. Dal novembre del 2017 ci siamo così messi all’opera: mia mamma, io, due mie sorelle e tre dipendenti".
 

Risultati?

"Abbiamo lavorato per due anni. L’attività si stava avviando bene, pur con tutte le normali difficoltà del caso. Poi è arrivata la mazzata del Covid su tutto quello che stavamo portando avanti".
 

A quanto ammonta il vostro affitto?

"A 3200 euro al mese. Siamo riusciti a pagarlo fino a febbraio dell’anno scorso, il 2020. Abbiamo poi saldato marzo, aprile e maggio appena abbiamo ripreso il lavoro d’estate. Fino all’ottobre scorso siamo riusciti a sostenere il 60 per cento della cifra. Abbiamo chiesto di poter continuare così fino alla fine di questo anno, ma non c’è stato verso".
 

E così siete arrivati in tribunale.

"Davvero. Purtroppo è mancato il sostegno dello Stato. Da inizio gennaio non arriva un euro. È chiaro che la categoria sia in ginocchio. Grazie al cielo il giudice non ha concesso lo sfratto e, dunque, dovremo trovare un accordo. Dal prossimo fine settimana ripartiremo col ristorante. Fortunatamente disponiamo di un po’ di spazio esterno, altrimenti non avremmo potuto far niente…".