Un altro mondo, da un giorno all’altro. Domenica, ore 18.30, strade e piazze semideserte e silenziose. E gestori e personale che rimettevano le cose in ordine dietro le serrande abbassate. Ieri un tripudio di voci, risate, spritz, Green jamaica, Quattro bianchi, Sex on the beach e tutti i cocktail più colorati della terra. "C’è – spiegano due ragazze sedute al tavolino, Ilaria e Maria Luisa Tore – un’energia speciale. È un segnale di speranza". Sardegna, il primo pomeriggio italiano di zona bianca, è una specie di Pasqua anticipata di qualche settimana. Nel senso anche di resurrezione. In Piazza Yenne e primo tratto del Corso in centro, a Cagliari si fa fatica a trovare un tavolino libero. In alcuni locali c’è anche la fila. Sono 12mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi che possono rimanere aperti la sera in Sardegna con il passaggio alla zona bianca (niente coprifuoco dalle 22 alle 5, servizio al tavolo e al bancone dopo le 18). Coldiretti: l’apertura serale vale l’80% del fatturato del settore.