Con le riaperture nelle zone gialle a partire da lunedì 26 si potrà tornare a sedersi ai tavoli all’esterno dei bar
Con le riaperture nelle zone gialle a partire da lunedì 26 si potrà tornare a sedersi ai tavoli all’esterno dei bar
di Antonella Coppari Ultime trattative prima che il consiglio dei ministri licenzi oggi – salvo colpi di scena – il decreto che avvierà la grande riapertura. Non sarà un liberi tutti, resteranno la divisione in zone e molte limitazioni, ma il segnale del provvedimento che sarà in vigore fino al 31 luglio (quando scadrà lo stato di emergenza, prorogato per 3 mesi) è inequivocabile. Scuola a parte, nei punti nevralgici non si scosta dagli accordi già raggiunti: lunedì nelle regioni in fascia gialla riparte l’attività di bar e ristoranti anche a cena ma solo all’aperto, dove sarà possibile tornare a praticare sport di gruppo, e riaprono cinema, teatri e musei. ...

di Antonella Coppari

Ultime trattative prima che il consiglio dei ministri licenzi oggi – salvo colpi di scena – il decreto che avvierà la grande riapertura. Non sarà un liberi tutti, resteranno la divisione in zone e molte limitazioni, ma il segnale del provvedimento che sarà in vigore fino al 31 luglio (quando scadrà lo stato di emergenza, prorogato per 3 mesi) è inequivocabile. Scuola a parte, nei punti nevralgici non si scosta dagli accordi già raggiunti: lunedì nelle regioni in fascia gialla riparte l’attività di bar e ristoranti anche a cena ma solo all’aperto, dove sarà possibile tornare a praticare sport di gruppo, e riaprono cinema, teatri e musei.

Restano però in sospeso alcuni punti tutt’altro che secondari a partire dalla durata del sistema dei colori che – a prescindere dal pass per viaggiare – a ridosso dell’estate potrebbe causare non pochi problemi per il turismo. Un po’ complicato prenotare per le vacanze senza sapere cosa accadrà nella regione in cui si intende andare. E che dire del coprifuoco? L’ultima bozza lo lascia inalterato: si chiude alle 22 per evitare che la movida riprenda con una pandemia ancora diffusa e una percentuale di vaccinati bassa. Ma Lega, mezza Forza Italia, Iv e le Regioni insistono, e soprattutto insistono ristoratori, per far slittare il divieto di circolazione almeno di un’ora. Speranza resiste. Ai governatori che ha incontrato ieri ha detto che "occorre fiducia e prudenza per non vanificare gli sforzi fatti". Non è detto, però, che con un fronte così vasto e deciso riesca a spuntarla. Potrebbe ripetersi la scena della scorsa settimana quando la cabina di regia ampliò di molto le maglie strette preventivate.

I primi a ripartire il 26 aprile, dunque, saranno bar e ristoranti che hanno i tavoli all’aperto (per mangiare nelle sale interne bisognerà attendere il primo giugno), assieme ai luoghi di spettacolo – previa prenotazione – e di cultura. Alcuni eventi potranno essere riservati a chi ha il certificato verde. A metà maggio si torna a nuotare nelle piscine all’aperto e si può riprendere a frequentare i centri commerciali nei week-end. Due settimane dopo riaprono le palestre: sempre dal 1 giugno sarà possibile assistere agli eventi sportivi nei palazzetti dello sport e negli stadi con una capienza non superiore al 25% (massimo 1000 all’aperto e 500 al chiuso) ma nel testo si prevede che, in relazione a specifiche competizioni, le autorità sportive con il dicastero della Salute possono fissare una data e una capienza diversa. Nel calendario del governo l’ultima data è il primo luglio, quando ripartiranno gli stabilimenti termali e le attività dei parchi tematici, sarà possibile partecipare alle fiere e ai convegni in presenza sia pur con le stesse regole degli eventi al chiuso.

Il coprifuoco non è l’unico elemento di scontro: in ballo c’è anche il pressing di una parte della maggioranza e degli enti locali per far tornare a lavorare gli esercizi pubblici all’interno già da metà maggio. E di anticipare l’apertura delle palestre. Ci hanno provato Fedriga & co. ieri a piegare le resistenze del titolare della Salute ma senza successo: "Si ragiona sulla possibilità di riaprire le sale interne solo a pranzo a maggio", sottolinea il governatore ligure Toti. Tant’è: oggi gli enti locali faranno avere al governo le loro osservazioni alla bozza prima del cdm.