Zona bianca: all'aperto via libera alla tavolate
Zona bianca: all'aperto via libera alla tavolate
Finalmente cala il sipario sul tira e molla fra Regioni e Governo sui posti a tavola nei ristoranti. A sorridere sono le prime, da sempre inclini a una linea più aperturista nella lotta al Covid. Ecco di seguito le regole da osservare quest’estate nei luoghi aperti al pubblico, fermo restando che non tutte le zone d’ombra sono state diradate in queste ultime settimane nel corso del confronto fra potere centrale, enti locali e Comitato tecnico scientifico. Quanti posti a tavola? Nel febbrile faccia a faccia con l’esecutivo, ieri pomeriggio le Regioni sono riuscite a fare passare la loro linea: in zona bianca per i ristoranti non ci sarà più alcun limite al numero di commensali per tavolo, mentre al chiuso si potranno sedere insieme al massimo sei persone. Resta in vigore, invece, il vincolo di quattro clienti (al chiuso come all’aperto, fatto salvo il caso dei conviventi) per i locali in zona gialla, anche se, con riferimento a...

Finalmente cala il sipario sul tira e molla fra Regioni e Governo sui posti a tavola nei ristoranti. A sorridere sono le prime, da sempre inclini a una linea più aperturista nella lotta al Covid. Ecco di seguito le regole da osservare quest’estate nei luoghi aperti al pubblico, fermo restando che non tutte le zone d’ombra sono state diradate in queste ultime settimane nel corso del confronto fra potere centrale, enti locali e Comitato tecnico scientifico.

Quanti posti a tavola?

Nel febbrile faccia a faccia con l’esecutivo, ieri pomeriggio le Regioni sono riuscite a fare passare la loro linea: in zona bianca per i ristoranti non ci sarà più alcun limite al numero di commensali per tavolo, mentre al chiuso si potranno sedere insieme al massimo sei persone. Resta in vigore, invece, il vincolo di quattro clienti (al chiuso come all’aperto, fatto salvo il caso dei conviventi) per i locali in zona gialla, anche se, con riferimento a questa fascia di colore, il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, nel confronto istituzionale ha rilanciato l’opportunità di valutare l’abolizione del tetto, almeno all’aperto.

La nuova disciplina per la ristorazione confluirà oggi in un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. Secondo indiscrezioni, dovrebbe restare in vigore per due settimane al termine delle quali, probabilmente in contemporanea con l’abolizione del coprifuoco sull’intero territorio nazionale (21 giugno), potrebbe cadere anche il vincolo dei sei commensali per tavolo al chiuso nelle zone bianche. Proprio per quella data buona parte dell’Italia, se non tutta, dovrebbe trovarsi nell’area di minor allerta pandemica. Al momento resta attiva in ogni regione la disposizione per la quale i clienti al chiuso nei ristoranti sono tenuti ad indossare la mascherina, quando si entra e quando si esce. Non una volta seduti al tavolo per mangiare e bere.

Quali divieti per cinema e teatro?

Quest’estate sarà possibile godersi un buon film o un’opera teatrale. Al netto del controllo della temperatura all’ingresso e dell’obbligo di tenere la mascherina per tutta la durata dello spettacolo, restano fissati alcuni limiti di capienza che i gestori sono tenuti a fare rispettare in maniera ferrea. Sarà occupabile solo la metà dei posti a sedere per un massimo di mille spettatori all’aperto e cinquecento al chiuso. Va inoltre garantita la distanza interpersonale di un metro, salvo che per i conviventi, con le linee guida in materia che incentivano la prenotazione online per poter assistere agli eventi.

Gli stadi tornano al completo?

Da martedì scorso è consentito ufficialmente nel nostro Paese, sia in zona bianca che gialla, la presenza dei tifosi negli stadi e nei palazzetti dello sport, in occasione di eventi e competizioni di livello agonistico, riconosciuti di preminente interesse nazionale. Tipo l’Europeo di calcio che avrà il fischio di inizio il prossimo 11 giugno sul terreno di gioco dell’Olimpico a Roma. A sfidarsi saranno Italia e Turchia. Anche per stadi e palazzetti la capienza non potrà esserre completa. Tradotto, non potrà oltrepassare il 25% di quella massima autorizzata e, comunque il pubblico presente dovrà restare sotto le mille unità per gli impianti all’aperto e le 500 per quelli al chiuso. I posti a sedere dovranno essere preassegnati e andrà assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

Riapriranno le discoteche?

Nessuna novità sul fronte delle sale da ballo. Ufficialmente il Comitato tecnico scientifico sta ancora esaminando la proposta di linee guida avanzata dai rappresentanti di categoria. Si parla di una possibile apertura dei locali solo per il servizio bar e ristorante (niente musica, insomma), così come di consentire l’accesso all inclusive ai titolari di green pass. Si discute, quel che manca è una data certa per la ripartenza di un settore fermo da quasi un anno. "Sono passati oltre quindici giorni da quando abbiamo scritto una lettera al Cts per chiedere un incontro urgente, al fine di approfondire le linee di indirizzo che si intendono adottare per il settore – alza la voce Filippo Grassi, membro della giunta nazionale di Fiepet-Confeesercenti –. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposta.

E mentre gli altri comparti sanno tornando, lentamente, alla normalità le discoteche sono le uniche che non possono riprendere appieno l’attività". Tutto tace anche sul via libera ai test in un paio di disco, a Milano e Gallipoli, che potrebbero offrire informazioni utili sul rischio contagi sulle piste da ballo. Nel silenzio generale fa rumore la minaccia di "disobbedienza civile", avanzata da alcuni gestori. Sempre più esasperati.