Roma, 31 luglio 2018 - Da domani il pianeta va ‘in riserva’ e vivrà ‘a credito’ per cinque mesi. Si esauriranno le risorse rigenerabili e per sostenere la popolazione mondiale si intaccherà il capitale naturale. Prenderemo in prestito le risorse future della Terra per far funzionare le nostre economie nel presente. Una politica che medio e lungo periodo presenterà un conto salato. Il campanello d’allarme si chiama Earth Overshoot Day ed è calcolato dall’ong Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che monitora l’impronta ecologica. A preoccupare è soprattutto il trend dell’Overshoot Day. In poco meno di 50 anni il giorno che segna l’ingresso ‘in riserva’ della Terra è passato dal 29 dicembre del 1970, al 3 novembre nel 1980, l’11 ottobre nel 1990, il 23 settembre nel 2000 fino a 1° agosto del 2018. Come dire cinque mesi di autosufficienza persi in 47 anni.

Le stime indicano che quest’anno, per soddisfare il fabbisogno attuale di risorse naturali, stiamo sfruttando l’equivalente di 1,7 pianeti Terra. Naturalmente il consumo è diverso a seconda dei Paesi ed è molto maggiore in quelli più sviluppati o negli stati petroliferi del Golfo Persico. "Se tutti gli abitanti della Terra consumassero le risorse come fanno gli americani – osserva Mathis Wackernagel, CEO e co-fondatore del Global Footprint Network – servirebbero 5 terre per soddisfarne i bisogni. Se vivessero come il russi, ce ne vorrebbero 3,4, come i tedeschi ne servirebbero 3,2, come francesi e inglesi 3. Se consumassero come gli italiani, avremmo bisogno di 2,6 pianeti Terra, se come i cinesi 2.1". "Ma chiaramente – aggiunge Wackernagel – abbiamo solo una Terra a disposizione, e non adattarsi ai suoi limiti diventa un rischio per tutti noi. Se il nostro pianeta ha dei limiti, l’ingegno dell’uomo sembra però non averne. Vivere secondo le capacita del nostro pianeta di sostenerci è tecnologicamente possibile, economicamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro più florido. Costruire un futuro sostenibile per tutti deve essere la nostra priorità".

I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico sono sempre più evidenti e tangibili: deforestazione, perdita di biodiversità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo e un accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera che alimenta il cambiamento climatico. L’insostenibilità deriva dal fatto che non esiste un limite alla crescita dell’economia, della produzione, dei consumi e della popolazione, mentre la Terra è una risorsa finita, che non può essere aumentata a piacimento. Il Global Footprint Network mette in evidenza una serie di possibili azioni da mettere in pratica sin da oggi e stima il loro impatto sulla data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra. Ad esempio, la riduzione degli sprechi alimentari del 50% in tutto il mondo potrebbe posticipare tale data di 11 giorni; invece, ridurre del 50% la componente dell’Impronta Ecologica globale dovuta all’emissione di anidride carbonica, sposterebbe la data dell’Overshoot Day di ben 93 giorni. Contano molto anche le azioni individuali. Per calcolarne l’impatto il Global Footprint Network mette a disposizione l’Ecological Footprint calculator (www.footprintcalculator.org), per permettere ad ogni singolo utente di calcolare il proprio Giorno del Sovrasfruttamento. E agire di conseguenza per migliore i propri stili di vita e renderli più amici del Pianeta. E di chi lo abita.