"Rischio infiltrati alla marcia del duce". Il servizio d'ordine raddoppia a Predappio
"Rischio infiltrati alla marcia del duce". Il servizio d'ordine raddoppia a Predappio
Predappio (Forlì-Cesena), 27 ottobre 2021 - Dopo la manifestazione sfociata nell’assalto alla Cgil di Roma, c’è un’altra manifestazione che preoccupa gli stessi organizzatori per possibili infiltrazioni neofasciste. Ed è proprio a Predappio, il paese natale di Benito Mussolini, dove domenica (ogni anno l’ultima di...

Predappio (Forlì-Cesena), 27 ottobre 2021 - Dopo la manifestazione sfociata nell’assalto alla Cgil di Roma, c’è un’altra manifestazione che preoccupa gli stessi organizzatori per possibili infiltrazioni neofasciste. Ed è proprio a Predappio, il paese natale di Benito Mussolini, dove domenica (ogni anno l’ultima di ottobre) viene ricordato il 99° anniversario della marcia su Roma. Sono attese oltre mille persone da tutta Italia, che parteciperanno a un corteo dalla piazza del paese fino al cimitero del duce. A organizzare è l’associazione Arditi d’Italia, e sono loro a manifestare preoccupazione: "Abbiamo paura di infiltrati nel corteo, esaltati", spiega il responsabile, Mirco Santarelli (nella foto). Il riferimento, ovvio, è alle recenti tensioni di piazza a Roma e non solo. Situazioni che hanno scatenato polemiche proprio da destra, con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha accusato il ministro degli Interni Luciana Lamorgese di ripristinare una sorta di "strategia della tensione", ovvero di non aver controllato i neofascisti responsabili dei disordini. Tra l’altro, per la prima volta dall’inizio della pandemia la commemorazione non è statica.

Gli Arditi annunciano una presenza rafforzata ai margini del corteo: oltre sessanta uomini per il servizio d’ordine, un "numero imponente" nel tentativo di "isolare eventuali infiltrati ed esaltati, come abbiamo sempre cercato di fare". Santarelli è stato iscritto a Forza Nuova: "Ma l’ho lasciata tre anni fa, proprio perché non condivido ciò che dice e fa il nuovo leader Giuliano Castellino". Uno di coloro che è finito in carcere per l’assalto alla Cgil.