Una risata ti può costare caro. Il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, commemora i morti nell’alluvione, a Erftstadt, il paese più colpito in Nord Renania Westfalia. Armin Laschet, il premier cristianodemocratico della regione, ascolta compunto, a un tratto non si trattiene e ride per venti secondi, che diventano un’eternità messi in rete, già visti da centinaia di migliaia di tedeschi. È noto, i nervi giocano a volte brutti scherzi, si piange e pure si ride ai funerali. Ma Armin è candidato alla Cancelleria (si vota il 26 settembre), anzi è il favorito. O lo era? Si è scusato ("Non si ride in un momento del genere, è stato inopportuno", ha detto in serata), ma non...

Una risata ti può costare caro. Il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, commemora i morti nell’alluvione, a Erftstadt, il paese più colpito in Nord Renania Westfalia. Armin Laschet, il premier cristianodemocratico della regione, ascolta compunto, a un tratto non si trattiene e ride per venti secondi, che diventano un’eternità messi in rete, già visti da centinaia di migliaia di tedeschi. È noto, i nervi giocano a volte brutti scherzi, si piange e pure si ride ai funerali. Ma Armin è candidato alla Cancelleria (si vota il 26 settembre), anzi è il favorito. O lo era? Si è scusato ("Non si ride in un momento del genere, è stato inopportuno", ha detto in serata), ma non basta.

Quanti voti gli costerà la risata fatale? Sembra che dopo abbia riso anche Steinmeier, ma nessuno l’ha filmato. Oggi è reale solo quanto si vede in rete. Può capitare a tutti? Non a un uomo di Stato, in sedici anni è mai capitato a Frau Merkel? si chiede la rivista Focus. Un Laschet che ride non è uno statista. "Sono senza parole", dichiara Lars Klangbeil, segretario generale dei socialdemocratici.

Del resto, ieri la stessa Merkel è stata sui luoghi della catastrofe, usando toni che danno l’idea della gravità della situazione. "La lingua tedesca non conosce parole per esprimere la devastazione che c’è qui", ha scandito la cancelliera, scossa dal paesaggio "surreale, spettrale" segnato dall’alluvione. "Serve una politica che si occupi di più del clima di quanto è stato fatto negli ultimi anni", ha aggiunto.

Non sarebbe la prima volta che un’elezione viene decisa da un’alluvione. Nell’agosto del 2002 fu l’Elba a straripare. Gerhard Schröder, cancelliere socialdemocratico, era in difficoltà a causa dei tagli decisi allo Stato sociale, si precipitò sugli argini tra i pompieri. Il rivale Edmund Stoiber lo derise: "Politica delle galosce".

Quando si decise di andare anche lui sul luogo del disastro, lo accusarono di speculare sulla sciagura. I tedeschi hanno una sensibilità particolare. Schröder, grande animale politico, vinse in extremis.

Difficile controllarsi in pubblico, senza mai un attimo di cedimento. Ai funerali per i morti nell’attentato di Nassyria (novembre 2003), l’allora leader dei Verdi italiani, Alfonso Pecoraro Scanio, e Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna, si scambiarono qualche smorfia e risate fuori posto.

Furono sommersi dallo sdegno. Come sempre da noi, dopo non accadde nulla.

Bisogna stare in guardia ai funerali.

A quelli di Mandela (dicembre 2013), il presidente Obama fu distratto dalla bella vicina, la bionda premier danese Helle Horning-Schmidt. Ridacchiando si fecero un selfie testa contro testa. E a loro si unì il premier britannico, David Cameron. Intanto Michelle Obama lanciava sul marito e sulla biondina occhiate malevole. La foto indiscreta venne scattata da un reporter dell Afp, che fu l’unico a scusarsi: "Niente di grave, Michelle non si è arrabbiata, anche lei dopo rideva".

Una scusa fuori posto. Obama, sicuro che a lui si perdona tutto, commentò: "Che c’è di male, lo fanno tutti, era una foto ricordo". Cameron, inglese e niente affatto gentiluomo, diede la colpa a Helle: "Ce l’ha chiesto lei".

Le risate fuori posto sono fatali, oppure no. Dipende da chi ride. L’ultimo sondaggio elettorale è stato condotto alla vigilia dell’alluvione, e vede Armin in vantaggio di dieci punti sulla verde Annalena Baerbock, 30 a 20.

Difficile che li perda in due mesi, ma non si sa mai con i luterani. Loro non perdonano e non dimenticano.