Egle Possetti, comitato Ponte Morandi
Egle Possetti, comitato Ponte Morandi
I poveri familiari delle vittime della funivia del Mottarone, che entrano loro malgrado nella lunga e triste lista di sopravvissuti alle tragedie provocate da problemi e incuria delle infrastrutture italiane, sarebbero anche loro tra i soggetti beneficiari di una legge che è stata proposta al Parlamento dai parenti dei morti del Ponte...

I poveri familiari delle vittime della funivia del Mottarone, che entrano loro malgrado nella lunga e triste lista di sopravvissuti alle tragedie provocate da problemi e incuria delle infrastrutture italiane, sarebbero anche loro tra i soggetti beneficiari di una legge che è stata proposta al Parlamento dai parenti dei morti del Ponte Morandi.

L’obiettivo è sostenere e assistere le famiglie nei loro bisogni immediati e in quelli successivi all’emergenza. Come accade oggi in Italia per i familiari delle vittime del terrorismo, delle vittime del dovere e di quelle della criminalità organizzata, anche le vittime dell’incuria devono essere tutelate. Lo chiede il comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, che con la presidente Egle Possetti, la rappresentante Paola Vicini e i legali ha illustrato a Genova la proposta a parlamentari liguri e rappresentanti delle istituzioni. Il primo pensiero è andato a Stresa. "Penso che la tragedia di ieri, come la nostra, non sia un caso" ha detto Egle Possetti. Il disegno si intitola "Norme a favore delle vittime dell’incuria nella gestione dei beni strumentali all’erogazione di servizi pubblici e di interesse economico generale" e propone di istituire una struttura statale che sostenga dal punto di vista sociale, psicologico ed economico i familiari delle vittime.

Sul fronte dei rimborsi, se la legge fosse equiparata alla 30290 si stabilirebbe un contributo una tantum da 200mila euro ai parenti delle vittime o di 2mila euro per ogni punto percentuale di invalidità per chi rimane ferito. Il comitato propone di rendere la legge retroattiva all’1 gennaio 2000. "È importante la ratio, ossia che lo Stato riconosca il proprio dovere di tutelare la salute dei cittadini".