di Elena G. Polidori È la riapertura ’simbolo’ di una pandemia che comincia a regredire. Con effetto immediato, nel giorno della festa della mamma, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza che riapre le Rsa alle visite dei parenti di anziani non autosufficienti. Gli ospiti in visita dovranno però seguire un rigido protocollo di sicurezza, vagliato dal Cts, che prevede, tra le altre cose, il green...

di Elena G. Polidori

È la riapertura ’simbolo’ di una pandemia che comincia a regredire. Con effetto immediato, nel giorno della festa della mamma, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza che riapre le Rsa alle visite dei parenti di anziani non autosufficienti. Gli ospiti in visita dovranno però seguire un rigido protocollo di sicurezza, vagliato dal Cts, che prevede, tra le altre cose, il green pass e visite preferibilmente in spazi all’aperto.

Insomma, dopo 15 mesi di isolamento e nonostante gli anziani delle strutture siano stati vaccinati tutti a marzo, ecco che il ministro dà il via libera ringraziando "Regioni e Cts che hanno lavorato in sintonia con il ministero della Salute per conseguire questo importante risultato". Non manca la raccomandazione di mantenere la massima attenzione e rispettare le regole e i protocolli previsti, ma "condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo la distanza indispensabile per proteggerli".

Prima dell’ordinanza erano i direttori sanitari a stabilire le regole delle strutture, mentre da oggi avranno solo la possibilità di adottare "misure precauzionali più restrittive" in base al "contesto epidemiologico" per prevenire possibili focolai. Alla base delle visite c’è il ‘green pass’ Covid-19: i visitatori dovranno quindi essere vaccinati, aver effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti alla visita o avere gli anticorpi in seguito all’infezione da Sars-Cov-2.

Gli incontri dovranno essere spalmati nel corso della giornata per evitare assembramenti e ogni ospite non potrà ricevere più di due visitatori alla volta. Sono inoltre previsti "percorsi distinti di accesso e uscita", l’utilizzo della mascherina FFP2 e il protocollo prevede la possibilità di "prendere in considerazione" il "contatto fisico" in "particolari condizioni di esigenze relazionaliaffettive". Nel caso in cui l’ospite sia una persona allettata e condivida la stanza con persone non vaccinate, la visita "può essere effettuata da una parte di un solo familiare". Ai parenti viene richiesta la "corresponsabilizzazione" nell’ottica della "massima condivisione delle scelte assunte".