Lupo davanti all'hotel Rigopiano
Lupo davanti all'hotel Rigopiano

Pescara, 24 gennaio 2021 - "Non sapremo mai se quel giorno hanno dato l’allarme. Sicuramente hanno avvertito che stava per accadere qualcosa. Oggi noto un fatto strano. Ho quattordici pastori abruzzesi, gli unici che mi creano problemi per un  temporale molto forte o  rumori inaspettati, inattesi, sono proprio loro. Si agitano, cosa anomala. Di solito questa razza non è impressionabile.  Sicuramente è una strana coincidenza". Patrizia D'Agostino ha adottato Nuvola e Titto, la mamma e uno dei tre cuccioli scampati alla valanga di Rigopiano. E' stato un gesto d'amore. Lei, avvocato, è amica della famiglia Del Rosso, un tempo proprietaria dell'albergo. Con Roberto, tra le vitttime, ha sempre condiviso quella passione per i cani. Le foto sull'account Facebook mostrano i momenti felici a San Silvestro, prima del disastro. Poi mercoledì 18 gennaio 2017, la valanga si prese 29 vite, condannando le famiglie all'ergastolo del dolore. Il processo per quella strage è ancora alle battute iniziali. "Rischio prescrizione? Chi può dirlo oggi", è il commento dell'avvocato D'Agostino, che assiste la mamma e i fratelli  Del Rosso. "Conoscevo questi cani, quando sono stati trovati ho dato la disponibilità a tenerli. Pensavo di restituirli al proprietario. Purtroppo non è andata così". La famiglia dei pastori abruzzesi è stata divisa. Il papà dei cuccioli, Lupo, vive in provincia di Chieti. "Era qui con me - spiega l'avvocato D'Agostino -. Ma andava in contrasto con il cucciolo ormai diventato adulto e anche con gli altri. Così sono stata costretta a separarli". Golia, fratello di Titto, è stato adottato da Mario Tinari. Una promessa fatta alla figlia Jessica, morta a Rigopiano con il fidanzato Marco Tanda. Infine Bart, l'ultimo della famiglia, vive con un imprenditore di bici da montagna che lavorava con l'hotel. Patrizia D'Agostino  dal 2016 aveva già un altro pastore di Rigopiano, Marghotta. Ci sono ricordi incancellabili, in questa storia. Come quando,  dopo il disastro dell'hotel,  "mi andò a fuoco la casa. Arrivano i vigili del fuoco. Una squadra appena scesa da Rigopiano. Parliamo dei cani. Chiedo, com'è possibile che non si trovino? E loro, alle tre di notte, ascoltano pazientemente le mie spiegazioni. Sapevo bene dove potevano essere, avevo sistemato io la loro cuccia, in uno dei locali caldaie. Passeremo le indicazioni ai nostri colleghi, mi hanno detto  i pompieri". Fino al ritrovamento con un buco nel muro, grazie anche alle spiegazioni di Fabio Salzetta, uno degli scampati. Lupo e Nuvola, invece, erano riusciti a mettrsi in salvo subito. "Un raggio di sole" nel disastro, così disse un soccorritore. Erano nati il 4 dicembre 2016, c'è una foto che immortala il momento, la mamma che allatta i piccoli su un tappeto dell'hotel. Ma in quello scatto, e se n'è accorto Mario Tinari, c'è un particolare da brivido. Si vede un cucciolo senza vita, di lato. "Me ne sono resa conto solo quest'anno. Sì, fa impressione", commenta l'avvocato. Poi distoglie il pensiero. Preferisce ricordare "le lunghe passeggiate in montagna in loro compagnia, perché i cani accompagnavano i turisti nelle escursioni. Avevano sostituito il gregge con le persone. Come uscivamo dall’albergo, ci seguivano e ci scortavano. Avevano deciso quale era il loro nuovo lavoro. Perché l'indole del pastore abruzzese è questa. Non farà mai quello che fanno gli altri cani. Lo farà quando decide lui".