Davide Nitrosi Ascoltate queste parole: "Le ferite sulle nuove generazioni sono materiali. E si tratta di ferite a cui le istituzioni non danno risposte". Forse non avrà detto una cosa di sinistra, ma sicuramente Giovanni Crisanti, 21 anni, il delegato più giovane dell’assemblea Pd, ieri ha...

Davide

Nitrosi

Ascoltate queste parole: "Le ferite sulle nuove generazioni sono materiali. E si tratta di ferite a cui le istituzioni non danno risposte". Forse non avrà detto una cosa di sinistra, ma sicuramente Giovanni Crisanti, 21 anni, il delegato più giovane dell’assemblea Pd, ieri ha detto la cosa più saggia. Il mix di didattica a distanza, crisi economica e lontananza dai coetanei ha sfinito la generazione Covid.

Ma ora la svolta è arrivata. Crisanti e i suoi coetanei possono sperare nel fatto che la notte demografica ha ormai ridotto i giovani ad una minoranza. E forse finalmente saranno ascoltati pure loro, così va l’Italia. Nella giusta foga di prenderci cura di ogni minoranza – o meglio, di ogni sfumatura della società – abbiamo perso per strada i problemi trasversali e soprattutto i guai dei dei giovani, che sopportano sulle loro spalle tutti i diritti negati.

È sicuramente importante aprire dibattiti sulla popolazione Lgbt, i rapporti tra etorossessuali e gay, i padri separati, gli immigrati del Sahel, le quote rosa, le quote linguistiche... E via di seguito. Ma la parcellizzazione dei diritti spesso è un modo falsamente corretto per evitare di realizzare un vero stato di diritto. Non esistono minoranze o maggioranze se i diritti valgono per tutti. Ma se così non è, allora tuteliamo anche i giovani. Loro chiedono poco: un lavoro dignitoso, un Paese meritocratico, un futuro non ipotecato dai nostri debiti. Che pretese, direte, la solita minoranza rompiscatole...