Un rider di Just eat (Ansa)
Un rider di Just eat (Ansa)

Roma, 29 marzo 2021 - Buona notizia per i rider, almeno quelli di Just eat, che si vedranno applicato il contratto della logistica. E' stato firmato un accordo in tal senso tra i rappresentanti di Just EatTakeAway.com Express Italy Srl, Filt, Fit e Uiltrasporti e i rappresentanti dei lavoratori atipici Nidil, Felsa, Uiltemp. Al negoziato, favorito e accompagnato dalle confederazioni sindacali, hanno partecipato alcune associazioni di rider aderenti alla rete 'Rider X i Diritti'. 

Il gruppo di consegne a domicilio già  in novembre aveva annunciato l'avvio del processo di regolarizzazione, secondo il quale Just Eat in Italia prevede l'inquadramento dei rider come lavoratori subordinati e nel corso dell'anno l'assunzione di circa 4.000 rider in tutto il Paese

Cosa prevede il contratto

L'azienda, fanno sapere i sindacati, ha accettato di applicare ai rider il contratto nazionale trasporti merci e logistica "integralmente", di fatto riconoscendoli come "lavoratori subordinati".  E' previsto tra l'altro "un premio di valorizzazione, che tiene conto delle consegne effettuate, limitando le stesse a un massimo di quattro nell'arco di un'ora, al fine di ridurre al minimo il rischio per la salute e la sicurezza dei rider". 
Per le tre confederazioni "questo accordo è il risultato ottenuto dal sindacato, sia a livello nazionale, sia a livello territoriale, e siamo convinti che possa aiutare a indicare una via di regolazione del settore. Auspichiamo che le altre piattaforme seguano il modello di subordinazione oggi definito per creare una situazione di parit di condizioni. Non c'è bisogno di inventarsi nulla, le regole e i contratti nazionali esistono già". E' importante rimettere "al centro il valore della persona, in un contesto di relazioni sindacali partecipativo, improntato al dialogo. Nei prossimi giorni - concludono Cgil, Cisl, Uil - lavoreremo per spiegare il valore dell'intesa e raccogliere il consenso che sappiamo alto fra le lavoratrici e i lavoratori".

La casa dei rider a Napoli

Intanto a Napoli per venire incontro alle esigenze dei fattorini a due ruote - che stanno ore e ore all'aperto, al freddo o al caldo o sotto la pioggia, per una paga da fame - si è inaugurata la 'Casa del rider',  in uno dei locali della Galleria Principe, nel centro di Napoli.  L'iniziativa nasce nell'ambito del progetto 'Nuovi Lavori, nuove tutele', che vede coinvolti la direzione regionale dell'Inail, la Nidil Cgil Campania e l'associazione 'Napoli pedala' (che si è aggiudicata il progetto finanziato con 50mila euro), con il patrocinio morale della Presidenza della Camera dei Deputati e del Comune di Napoli. 
La casa si sviluppa su due piani, di cui uno è dedicato al bar e all'officina per le bici, l'altro è a disposizione dei lavoratori, che potranno caricare le bike elettriche, depositare gli zaini, utilizzare i servizi igienici e lo spogliatoio, caricare i loro device e riposarsi nella zona relax, in attesa della consegna successiva. Lo spazio offrirà anche servizi di consulenza legale per la difesa delle tutele individuali e collettive dei lavoratori, tra cui le tipologie contrattuali adottate dalle aziende di delivery, ma anche informazioni sugli adempimenti fiscali.