I pazienti Covid ricoverati nei reparti ospedalieri di medicina interna sono in aumento ma la situazione non è drammatica come all’inizio dell’inverno dello scorso anno. I pazienti di questa quarta ondata della pandemia infatti, grazie soprattutto all’ampia percentuale di vaccinati, sono meno gravi, come rilevato dai dati....

I pazienti Covid ricoverati nei reparti ospedalieri di medicina interna sono in aumento ma la situazione non è drammatica come all’inizio dell’inverno dello scorso anno. I pazienti di questa quarta ondata della pandemia infatti, grazie soprattutto all’ampia percentuale di vaccinati, sono meno gravi, come rilevato dai dati. Eppure le criticità cominciano ad emergere, sia perché i numeri sono in crescita, sia perchè i pazienti Covid tolgono spazio ai malati cronici.

I dati del monitoraggio quotidiano dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) dicono che al livello nazionale sale al 10% la percentuale dei posti letto occupati da pazienti con Covid nei reparti ospedalieri di area medica. Di fatto, anche le diagnosi si complicano: con la stagione invernale i casi di febbre e difficoltà respiratorie acute sono in netto aumento e tra sintomi dell’influenza e sospetto Covid serve una valutazione ospedaliera in tempi brevi. Dario Manfellotto, presidente della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) osserva: "Nonostante l’effetto vaccini abbia portato ad una riduzione dei casi più gravi, purtroppo iniziano a vedersi anche le prime criticità per i ricoveri di pazienti cronici". Il rischio di Covid grave che si osserva in queste settimane "è decisamente più basso rispetto ad altre ondate e sono in genere pazienti che possono esser dimessi rapidamente", aggiunge.

Intanto, da Oltreoceano il consigliere medico del presidente Usa, il virologo Anthony Fauci, rassicura sull’impatto della variante Omicron: "Secondo dati preliminari potrebbe non risultare una malattia così grave come temuto inizialmente".