di Alessandro Farruggia È iniziata la somministrazione delle seconde dosi del vaccino anti Covid-19, ma la campagna vaccinale è influenzata dal pasticcio dell’improvviso taglio unilaterale delle forniture del vaccino Pfizer. Che non metterà a rischio la somministrazione delle seconde dosi, se davvero durerà, come dice l’azienda americana, una sola settimana, ma certo impatterà sui numeri della campagna vaccinale, frenandoli, in particolare in alcune regioni per le quali il taglio arriva a superare il 50%. Già, perché se mediamente verranno a mancare 164.970 dosi (-29,3%) il taglio non sarà affatto lineare. Nella provincia di Trento la riduzione sarà del 60%, a Bolzano del 57,1%, in Friuli Venezia Giulia del 53,8%, nel Veneto del 52,5%, in Sardegna...

di Alessandro Farruggia

È iniziata la somministrazione delle seconde dosi del vaccino anti Covid-19, ma la campagna vaccinale è influenzata dal pasticcio dell’improvviso taglio unilaterale delle forniture del vaccino Pfizer. Che non metterà a rischio la somministrazione delle seconde dosi, se davvero durerà, come dice l’azienda americana, una sola settimana, ma certo impatterà sui numeri della campagna vaccinale, frenandoli, in particolare in alcune regioni per le quali il taglio arriva a superare il 50%.

Già, perché se mediamente verranno a mancare 164.970 dosi (-29,3%) il taglio non sarà affatto lineare. Nella provincia di Trento la riduzione sarà del 60%, a Bolzano del 57,1%, in Friuli Venezia Giulia del 53,8%, nel Veneto del 52,5%, in Sardegna del 50%, in Emilia-Romagna del 48,8%, in Puglia e Calabria del 38,4%, in Toscana del 36%. Perché? Non si sa: scelta unilaterale di Pfizer. Che in Lombardia ridurrà le spedizioni solo del 26,8%, nel Lazio del 25%, in Piemonte dell’11,6%, in Liguria dell’11,1%, in Campania del 10,8% mentre a sei regioni (Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle D’Aosta) non sarà tolta una dose. "L’arbitraria distribuzione decisa dall’azienda, non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un’asimmetria tra le singole regioni, con una differente riduzione delle consegne e con sei regioni che non subiranno alcuna riduzione", commenta una nota dell’ufficio del commissario straordinario, che a Pfizer ha mandato una lettera di fuoco. A ieri i vaccinati sono 1.123.021. "Per ora – ha commentato da parte sua il commissario straordinario Domenico Arcuri – la Pfizer ci ha fatto sapere che questa riduzione di dosi sarà soltanto per una settimana. Speriamo che sia vero, noi su questo argomento rimaniamo litigiosi come dobbiamo essere. Sulla salute non si scherza. Abbiamo scorte sufficienti, basse sì, ma sufficienti per permettere il richiamo del vaccino a chi già ha fatto la prima dose".

Ma Arcuri è seccato, e a Mara Venier che gli chiedeva se "Pfizer ci taglia le dosi di vaccino perché altri Stati pagano di più?" ha replicato così: "Non posso rispondere, le posso fare un sorriso". Contro la decisione unilaterale di Pfizer, il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure e oggi ne invierà uno all’Antitrust europeo, per abuso di posizione dominante. Anche le Regioni sono preoccupate. "Ho chiesto al commissario Arcuri – ha detto a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga – che il taglio sulla fornitura dei vaccini sia riequilibrato a livello nazionale, senza creare delle evidenti disparità", ma è improbabile che accada. Una cosa Arcuri ha tenuto a sottolineare, che "è davvero sconsigliabile utilizzare un tipo di vaccino anti Covid per la prima dose e uno diverso per la seconda. Se ci si vaccina con Pfizer è consigliabile che la dose di richiamo la si faccia con lo stessa vaccino". Ad averlo.

In alcune regioni (Lazio e Piemonte) la somministrazione delle seconde dosi è iniziata ieri, in altre partirà oggi. Ma il Friuli ha fatto sapere che mancando oltre il 50% delle dosi da domani bloccherà le prime vaccinazioni, garantendo solo i richiami. La Toscana lo farà per quattro giorni da oggi, e ritardi sono previsti in Emilia-Romagna, Puglia e altre regioni. Anche il Lazio dimezzerà il ritmo. Questa settimana dovranno essere rivaccinati 88.254 italiani, e le dosi ci sono. Ma il prossimo invio integrale è previsto entro martedì (o mercoledì) della settimana successiva, quando gli italiani ai quali somministrare la seconda dose saliranno rispettivamente a 191.868 e a 271.342. È chiaro che se anche nella settimana successiva continuassero a mancare 164 mila dosi, i vaccini in arrivo serverebbero presto in larga parte per i richiami. E invece di procedere verso la vaccinazione di massa saremmo al passo lento.