La spiaggia della Pelosa a Stintino, in Sardegna (Ansa)
La spiaggia della Pelosa a Stintino, in Sardegna (Ansa)

Roma, 1 giugno 2020 - A due giorni dalla ripresa dei trasferimenti tra le regioni, continuano le schermaglie dei Governatori, divisi sulle modalità del nuovo step della Fase 2 in Italia. Ma dalla Sardegna il governatore Solinas sembra fare un passo indietro sul passaporto sanitario e, in caso di mancato accordo col governo, pensa a un sistema di controlli soft, con prenotazioni e questionari da compilare, immaginando anche un bonus per i turisti che accettano di sottoporti al test.. Dal canto suo il governatore siciliano Musumeci precisa: "Non serve patente per venire in Sicilia, c'è un'app ma è facoltativa".

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Bonaccini e Rossi

"Qualche quota di rischio va presa - è la posizione del overnatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini - altrimenti non riapriremmo mai". E l'ottimismo si fonda sui dati: "Dopo il 4 di maggio, quando tornarono al lavoro 5 milioni di persone, la curva ha continuato a scendere, dopo la riapertura del 18 maggio, proprio in questi giorni ,si può fare una valutazione e si prova a ripartire". Inoltre per Bonaccini "non può esserci ripartenza" senza il Mezzogiorno, ma il Nord produttivo "ha bisogno di risposte veloci e dunque urgenti". 

Da parte sua il governatore della Toscana Enrico Rossi rivendica la necessità di maggiore prudenza e attacca: "Fontana e Sala hanno fatto la corsa per la riapertura e il governo si è adeguato. Il peso della Lombardia c'è, inutile negarlo. Invece una maggiore gradualità terrebbe insieme meglio il Paese". D'altro canto, commenta, "Al momento è in vigore il dpcm" che prevede che chiunque dal 3 giugno possa entrare in Toscana da altre regioni senza alcun controllo e senza alcun tracciamento, e "sin dall'inizio ho detto che non farò forzature".

Sulla riapertura della Lombardia interviene lo pneumologo Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico e fiero oppositore della tesi di Zangrillo ("Il virus clinicamente non esiste", ndr). Per Richeldi è stato giusto riaprire: "I dati dell'Iss vanno in quella direzione, stante sempre il fatto che noi abbiamo uno stato di emergenza che dura fino almeno al 31 luglio ed è sempre possibile tornare indietro". Oltretutto, spiega, "non credo che, con i dati che abbiamo, una settimana in più o in meno faccia la differenza. La differenza la fa un sistema di tracciamento e sorveglianza efficace e affidabile e mi sembra che quello messo in piedi dall'Iss e dal ministero della Salute lo sia, può darsi che non sia accurato al 100% ma la fotografia delle regioni che abbiamo in questo momento racconta la verità e quello è il dato più importante, quello che consentirebbe al governo eventualmente anche di tornare sui propri passi".

Solinas, il piano B: registrazioni e questionari

Tra i più barricaderi anti-riaperture è il presidente della Sardegna Christian Solinas, che annuncia: se non dovesse raggiungere un'intesa con il Governo sul passaporto sanitario entro il 3 giugno, la Regione Sardegna è pronta ad attivare un altro sistema di controlli. Ovvero? "Appronteremo un sistema più articolato che prevede la registrazione dei passeggeri all'ingresso su una piattaforma e la compilazione di un questionario che serve a noi per avere contezza su dove concentrare i maggiori controlli".
Per il resto, ammette Solinas, "Dal 3 giugno non è più prevista la quarantena per i voli domestici". E chiarisce: "Per venire in Sardegna dal 3 giugno è sufficiente fare una prenotazione, e noi invitiamo tutti i turisti a prenotare perché l'Isola intende accoglierli a braccia aperte".  "Con il governo - ha ribadito - stiamo cercando di trovare un punto di intesa sul modello che noi proponiamo" per gli arrivi sicuri. Cioè la richiesta di una certificazione di negatività risultante da un test, "purché sia accreditato dallo Stato, anche sierologico va bene", ha precisato Solinas.

In ogni caso, ha chiarito, "questo non significa mettere barriere di alcun genere, né creare discriminazioni, vuol dire solo adottare filtri che consentano una tutela della salute contemperata con la giusta esigenza di riapertura del Paese". Solinas si è detto consapevole del fatto che per attivare il sistema del passaporto sanitario occorre un'intesa con lo Stato entro il 3, data di riapertura degli scali: "La cercheremo fino all'ultimo", ha dichiarato.

Sardegna, l'idea del voucher-bonus

"Pensiamo a un incentivo per chi volesse sottoporsi a una verifica con un test - aggiunge il governatore sardo - Potremmo riconoscere un piccolo voucher, un bonus da spendere in Sardegna". Tra le altre soluzioni che si stanno delineando, Solinas ha indicato "una registrazione all'ingresso con un piccolo questionario epidemiologico".
Quanto al passaporto sanitario, Solinas ha ribadito che è "un modello che tende a coniugare l'ospitalità con la sicurezza sanitaria". Se Roma dovesse dare il via libera, "il test  si farebbe nella città di residenza". Insomma, "vogliamo offrire una destinazione sicura al turista. Abbiamo sempre detto che chiunque arrivi, da dovunque arrivi, se vogliamo mantenere una destinazione sicura dove fare una vacanza, avrebbe dovuto osservare una piccola cautela in più all'atto della partenza".

Mea culpa di Sala: ruvido con la Sardegna

Intanto arriva il mea culpadel sindaco di Milano Beppe Sala: "Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna. Il mio 'me ne ricorderò', comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda", dice Sala postando su Instagram una foto della barca a vela che teneva, prima di venderla, proprio in Sardegna. 
"So di essere stato ruvido ma forse stavo anticipando un tema sentito dai cittadini - ha aggiunto - E lo dico alla vigilia della Festa della Repubblica. Certo, il punto centrale non è dove si fanno le vacanze, ma molto semplicemente penso che il sentirsi una sola comunità debba trovare conferma nei momenti positivi e in quelli difficili. E penso anche che la generosità e il senso di accoglienza di Milano non ci abbiano mai portato a fare alcun distinguo".

Musumeci: nessuna patente per la Sicilia

Dal canto suo Nello Musumeci, governatore della Sicilia, spiega: "Nessuna patente o passaporto sanitario in Sicilia. Chi vuole venire si porti solo la patente per l'auto, se vuole guidare". E dunque, sottolinea Musumeci,  "il turista si fa registrare come tutti coloro che prendono un treno e un aereo. E ha il diritto di farsi applicare una app, che si chiamerà 'Sicilia sicura', e con la quale si può fare accompagnare dal nostro sistema sanitario. Una app facoltativa", sottolinea il governatore.
E ribadisce: "Stiamo istituendo le unità sanitarie turistiche e, con il coordinamento di Guido Bertolaso, stiamo lavorando al protocollo di sicurezza. Incontreremo tutti il 3 mattina, compresi i responsabili degli aeroporti e dei porti e dal 5 giugno saremo operativi anche con la app". "Ma già dal 3 giugno le persone potranno arrivare in Sicilia - dice - Il turista per primo ha il diritto di sentirsi accompagnato e il sistema sanitario per questo predisporrà una serie di presidi".