Ristoranti e bar tra le attività che al momento restano chiuse (Ansa)
Ristoranti e bar tra le attività che al momento restano chiuse (Ansa)

Roma, 5 aprile 2021 - Si continua a parlare dei tempi della ripartenza, che restano però strettamente collegati a due variabili: contagi Covid e vaccinazioni. Una cabina di regia potrebbe essere convocata per valutare la programmazione di possibili riaperture di alcune attività dopo il 20 aprile, ma solo se cambieranno i dati dell'epidemia. Al momento non sono state definite date, spiegano fonti di governo. Ed è proprio sulla base dei numeri elaborati settimanalmente dall'Iss, Direzione generale Prevenzione e Regioni che verrà valutata la situazione sulla diffusione del contagio e sulle misure e i tempi necessari.

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Zone rosse e zone arancioni

Intanto un'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha prorogato fino al 30 aprile la quarantena di 5 giorni per chi torna dai Paesi della Ue e da domani torna il criterio delle fasce di colore, anche se non è previsto alcuna regione gialla: in arancione Veneto, Marche e Provincia di Trento che si andranno a sommare a Sicilia, Sardegna, Basilicata, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Liguria, Veneto e Provincia autonome di Bolzano. In rosso, invece, Valle d'Aosta, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana.

Il pressing della Lega

Passate le festività pasquali le forze politiche che spingono per una ripartenza torneranno all'attacco. In primis Matteo Salvini che ha intenzione di incontrare in settimana il presidente del Consiglio Mario Draghi per concordare una programmazione delle riaperture. E così i presidenti delle Regioni che giovedì 8 aprile chiederanno all'esecutivo di valutare il quadro e di approntare, se dovessero calare i contagi, un calendario per ridare fiato alle attività danneggiate anche dall'ultimo lockdown di Pasqua. Si punta, quindi, al 20 aprile per un cambio di passo. Il partito di via Bellerio è in pressing ma anche Italia viva e Forza Italia chiedono un tagliando in tempi brevi. Il partito azzurro ha individuato la settimana utile - quella tra il 12 e il 19 aprile - per monitorare la situazione, affinché si possa arrivare in primis all'addio della Dad per le scuole superiori e poi ad alzare le saracinesche di bar e ristoranti.

Vaccino 'passaporto' per riaprire

Molto, colme detto, dipende dal procedere della campagna vaccinale. Nel governo c'è la consapevolezza che venerdì ci sia stato un rallentamento nella distribuzione dei vaccini ma in questi giorni ci sono state delle interlocuzioni con le Regioni e ora c'è la convinzione di poter rispettare le scadenze del piano, anche grazie alla piattaforma messa a disposizione per le prenotazioni e alle modalità concordate. "E' il vaccino il passaporto per le riaperture", spiega una fonte dell'esecutivo.

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Prima la scuola

Il presidente del Consiglio ha ritenuto di dover partire dalla scuola, permettendo agli alunni fino alla prima media di ritornare sui banchi anche in zona rossa, ma nei prossimi giorni si aprirà di nuovo il confronto per superare l'eterna 'querelle' tra rigoristi e aperturisti. Il tema della scuola sarà toccato nell'incontro fissato per giovedì tra governo e Regioni durante il quale si farà il punto soprattutto sul 'Recovery'. Oggi FI ha attaccato il presidente della Regione Puglia Emiliano per l'ordinanza che consente di scegliere tra didattica in presenza o a distanza.

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