Tornare alla scuola in presenza in modo graduale a partire da dicembre anche nelle regioni rosse. Uno scenario che hanno ventilato sia il premier Giuseppe Conte che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina proprio in questi giorni e che, in base a un accordo di massima tra i due, potrebbe diventare realtà il 9 dicembre. Ma come? Il punto dolente, si sa, è l’organizzazione del trasporto pubblico locale, che nelle ore di ingresso e uscita delle scuole, finisce sotto stress non potendo più garantire il distanziamento fisico indispensabile per contenere i contagi. Una soluzione già pronta al momento non c’è, ma si sta cercando di "fare squadra", spiegano fonti del governo, anche con i sindaci delle città metropolitane, dove il problema del...

Tornare alla scuola in presenza in modo graduale a partire da dicembre anche nelle regioni rosse. Uno scenario che hanno ventilato sia il premier Giuseppe Conte che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina proprio in questi giorni e che, in base a un accordo di massima tra i due, potrebbe diventare realtà il 9 dicembre. Ma come? Il punto dolente, si sa, è l’organizzazione del trasporto pubblico locale, che nelle ore di ingresso e uscita delle scuole, finisce sotto stress non potendo più garantire il distanziamento fisico indispensabile per contenere i contagi. Una soluzione già pronta al momento non c’è, ma si sta cercando di "fare squadra", spiegano fonti del governo, anche con i sindaci delle città metropolitane, dove il problema del trasporto pubblico locale è più pesante, per individuare misure adeguate. Va in questo senso la riunione convocata per oggi dalla Azzolina con i sindaci della città metropolitane, che da sole rappresentano un terzo della popolazione italiana, oltre 21 milioni di abitanti.

Nel governo si sta ragionando, dunque, su una road map che contempla l’ipotesi di riportare in classe il 9 dicembre almeno gli studenti della seconda e della terza media. Ma forse anche quelli delle superiori. Dipenderà da cosa accadrà in queste ore: la speranza è che, con le ultime misure assunte, e dopo aver toccato il picco, la curva dei contagi ripieghi verso il basso con un indice di contagio, Rt, sotto la soglia dell’uno. Di tutto questo si discuterà oggi nella riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza, il giorno buono per la riapertura potrebbe essere proprio il 9 dicembre, ovvero il mercoledì successivo al ponte dell’Immacolata. Ma decisivi saranno anche i nuovi dati attesi nella giornata di venerdì.

Sarebbero soprattutto Movimento cinque stelle e Italia Viva a premere per un rapido ritorno sui banchi. Si pone l’accento sulla situazione di disagio e sul rischio concreto, soprattutto in alcune aree del Paese, di dispersione scolastica per i ragazzi dai 14 ai 18 anni per i quali l’anno scolastico ha avuto quasi esclusivamente i contorni della didattica a distanza, limitando al massimo, pur nell’autonomia dei singoli istituti, la scuola in presenza. Per le superiori, però, l’ala più ‘rigorista’ del governo, ministro della Salute in testa, consiglia la massima gradualità nella riapertura delle scuole immaginando un rientro in classe dopo le vacanze di Natale. A gennaio, insomma, quando anche in Italia dovrebbe partire, verso la fine del mese, la vaccinazione contro il Coronavirus per le categorie più esposte al rischio di contagio.

Proprio ieri il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha ribadito che "la scuola si conferma contribuire in maniera assolutamente marginale alla curva dei contagi di Sars-Cov-2". Una riflessione che avvalora la volontà del governo di riportare i ragazzi in classe in modo graduale mentre, in prospettiva, con le risorse del Recovery fund, Conte ha annunciato "una riforma per garantire il tempo pieno in tutto il territorio nazionale per consentire alle famiglie di inserirsi nel mercato del lavoro".

Intanto quello di stamani della Azzolina con i sindaci delle grandi città è un confronto, appunto, per "serrare le fila" mantenendo aperte le scuole che lo sono già – infanzia, elementari e prima media – e cercare di preparare il terreno per la riapertura di tutto il ciclo delle medie e anche delle superiori. Lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita dalle scuole – senza arrivare a soluzioni, difficili da digerire per i sindacati, come la scuola pomeridiana– c’è già ma qui si tratta di coordinare maggiormente il timing tra trasporto pubblico locale e scuole, per evitare il sovraffollamento di autobus e metro.