Coronavirus, un balcone a Milano (Ansa)
Coronavirus, un balcone a Milano (Ansa)

Roma, 31 marzo 2020 - L'Italia è ancora nel pieno dell'epidemia da Coronavirus, ma già si guarda avanti. La popolazione si chiede quando si potrà ripartire. Scuole, fabbriche, attività all'aperto o semplicemente una cena tra amici. Impossibile avere certezze, se non sulle chiusure. Qualche previsione si può  tuttavia azzardare, sempre sperando che il trend registrato in questi giorni sui contagi non faccia segnare improvvise (e prolungate) battute d'arresto. Ecco allora una serie di domande e risposte sulle riaperture.

Quando ricomincia la scuola?

Una delle certezze  è che la scuola resterà chiusa ancora, probabilmente fino al 17-18 aprile. Sarà questo il prossimo step, ma per parlare di riapertura bisognerà vedere lo sviluppo del contagio.  In caso di un arretramento del morbo, si potrebbe ragionare su una ripresa dell’anno, graduale e progressiva.  Di sicuro, non si sfonderà nel mese di luglio per recuperare: ad escluderlo è stata ieri proprio  la ministra Azzolina.

Quando riaprono le fabbriche?

Il lockdown deciso dal governo ha chiuso circa il 70% delle fabbriche, quelle rimaste aperte fanno parte di filiere sensibili. Alcuni settori – è il caso della meccanica – sono chiusi in percentuale superiore al 90% (dati Confindustria). Quando si riaprirà? Fermi restando controlli e misure di distanziamento sanitario, una volta avuto l’ok degli scienziati, il governo cercherà di allargare le maglie. Potrebbe smuoversi qualcosa dopo il 17 aprile, come ha detto oggi il ministro Patuanelli è "difficile parlare di riaperture per territori, più facile per filiere". 

Pub, ristoranti e cene tra amici

Per prenotare una cena fuori, prendere un caffè o vedersi un film sul grande schermo, ci sarà da aspettare ancora a lungo. Non si possono fare previsioni, ma anche ipotizzando la riapertura di alcuni esercizi, saranno necessarie nuove regole (distanziamento tra  i tavoli e le poltrone, ingressi contingentati e altro) e il ritorno alla normalità sarà lento  e progressivo. Solo  per bar e ristoranti (50mila imprese)  si parla di 21 miliardi di mancato fatturato.

Sport

Il Covid-19 ha sconvolto il calendario dello sport mondiale. L’industria calcio nel nostro Paese vale almeno 3 miliardi,  e se davvero i campionati 2019-2020 dovessero saltare, ai mancati incassi si aggiungerebbe  il rischio crac dei club indebitati. Tutto è appeso a un filo: c’è chi pensa a un tour de force di partite a giugno e luglio, ma l’ipotesi annullamento non è da escludere.  Buio fitto anche per i grandi eventi, come i concerti: fissare una data, ad oggi, è impossibile.

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