Huda al-Badri, 32 anni, una delle prime donne saudite ad aver guidato dopo che nel 2018 è stato abolito il divieto
Huda al-Badri, 32 anni, una delle prime donne saudite ad aver guidato dopo che nel 2018 è stato abolito il divieto
di Remy Morandi Che noia stare a casa, non poter viaggiare, fare nuove esperienze. Quasi tutti lo avranno pensato in questi mesi. E la cosa più tremenda è che non sembrano esserci alternative al divano, a Facebook, ai messaggini su WhatsApp e ai film su Netflix. Ma non sempre è così. Dal Medio Oriente arriva una notizia, rivolta alle donne (ahimè maschietti), che potrebbe fare al caso vostro: vi piacerebbe volare in Arabia Saudita e insegnare a guidare alle donne arabe per 3.700 euro? No, non è una fake news. Tutto vero. Bando...

di Remy Morandi

Che noia stare a casa, non poter viaggiare, fare nuove esperienze. Quasi tutti lo avranno pensato in questi mesi. E la cosa più tremenda è che non sembrano esserci alternative al divano, a Facebook, ai messaggini su WhatsApp e ai film su Netflix. Ma non sempre è così. Dal Medio Oriente arriva una notizia, rivolta alle donne (ahimè maschietti), che potrebbe fare al caso vostro: vi piacerebbe volare in Arabia Saudita e insegnare a guidare alle donne arabe per 3.700 euro? No, non è una fake news. Tutto vero.

Bando all’ironia e spieghiamo la vicenda. L’Unasca, Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica ha lanciato un’iniziativa in collaborazione con altre sigle e organizzazioni automobolistiche internazionali per formare istruttrici di guida a Riad, in Arabia Saudita. Qui, infatti, le donne sono riuscite a ottenere il diritto alla guida solamente tre anni fa, nel giugno del 2018. Prima di allora, chi si metteva al volante rischiava il carcere per anni. Fu una vittoria, sicuramente. Ma il problema fu (ed è) il seguente: chi insegna alle donne arabe a guidare? Le norme sociali e morali dell’Arabia Saudita, infatti, vietano ancora oggi alle donne le interazioni con gli uomini al di fuori delle mura domestiche, fatta eccezione per alcuni, pochi, casi. Per questo motivo gli uomini non possono insegnare a guidare alle donne. Ed è proprio qui che il nodo viene al pettine. Come possono le donne che non hanno mai guidato insegnare a guidare alle altre donne? Non è possibile.

Ecco che a trovare una soluzione a questa impasse sono intervenute alcune organizzazioni automobilistiche da tutto il mondo. Per l’Italia, l’Unasca.

Al momento, spiega Manuel Picardi, delegato Unasca e segretario generale della Federazione autoscuole europee (EFA), hanno risposto alla chiamata per lo più francesi e olandesi, ma "nei prossimi mesi ci aspettiamo una congrua partecipazione anche da parte delle nostre colleghe italiane", sottolinea e spera Picardi.

I requisiti per partecipare all’iniziativa sono i seguenti: avere un’esperienza di cinque anni come istruttrice di guida, conoscere la lingua inglese, possibilmente anche quella araba, e poco altro ancora (ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’Unasca).

Cosa si riceve in cambio? Vitto, alloggio – che sono a carico degli organizzatori – e uno stipendio mensile da 3.700 euro. Se questo non dovesse bastare, beh, si pensi che con un’esperienza simile non solo si riuscirà a trovare un’alternativa al comodissimo divano di casa, ma si potrà aiutare concretamente il percorso di trasformazione culturale in un Paese del Medio Oriente e aiutare le donne dell’Arabia Saudita a scoprire il significato della parola ’emancipazione’.