di Francesco Zupppiroli Code chilometriche, attimi di tensione, panico e ressa. Poi le forze dell’ordine in campo per riportare la calma. Il primo open day vaccinale in Emilia-Romagna senza prenotazione, dedicato a tutti gli over18 di Bologna e provincia e che ieri ha avuto la Fiera come suo teatro, è stato più simile a un’odissea che a una normale seduta di immunizzazione di massa dal Coronavirus. "Ci sono stati momenti di caos terribili, siamo entrati praticamente spinti da chi avevamo dietro" racconta Nicolò Giallombardo, uno dei ragazzi che alla fine, dopo essersi lasciato alle spalle la calca,...

di Francesco Zupppiroli

Code chilometriche, attimi di tensione, panico e ressa. Poi le forze dell’ordine in campo per riportare la calma. Il primo open day vaccinale in Emilia-Romagna senza prenotazione, dedicato a tutti gli over18 di Bologna e provincia e che ieri ha avuto la Fiera come suo teatro, è stato più simile a un’odissea che a una normale seduta di immunizzazione di massa dal Coronavirus. "Ci sono stati momenti di caos terribili, siamo entrati praticamente spinti da chi avevamo dietro" racconta Nicolò Giallombardo, uno dei ragazzi che alla fine, dopo essersi lasciato alle spalle la calca, è riuscito a ottenere una dose di vaccino. Ma c’è anche chi, nel caos ingestibile, è stato meno fortunato. "Ho avuto un attacco di panico e una bella occasione come questa si è trasformata in un incubo", è il ragionamento di Martina Lanzarini, una delle 8mila persone che si sono presentate in piazza della Costituzione sperando nell’immunizzazione.

La giornata campale di Bologna è infatti iniziata molto prima dell’apertura delle porte dell’hub, prevista alle 8 di mattina: precisamente nel cuore della notte, nel bel mezzo del coprifuoco, quando una quarantina di aspiranti vaccinandi ha sfidato l’orario proibito per garantirsi una delle 1.200 dosi di Johnson&Johnson messe a disposizione dall’Ausl. Ben presto è apparso chiaro come la fornitura sarebbe andata esaurendosi entro la mattinata (alle 11 erano già 800 le dosi inoculate). I vaccini disponibili sono dunque passati a 2.400 e infine a 3mila, per cercare di soddisfare il numero più alto di presenti. Una missione impossibile. Poiché al primissimo centinaio di persone che già nella notte avevano piantonato l’ingresso della Fiera, al termine del coprifuoco se ne sono presto aggiunte svariate migliaia. Alle 7,45 la situazione è precipitata. Nessun ordine di ingresso era stato pensato o comunicato ai presenti e, non appena si sono aperte le porte, è stato subito un tutti contro tutti: una calca indistinta si è riversata dentro l’hub, dando vita a un’ora di tensione e, per alcuni, di panico. Solo l’arrivo delle forze dell’ordine sul posto è riuscito a riportare calma e tranquillità. Gli attimi di follia, con diverse risse sfiorate, sono scattati quando "le persone in fila hanno iniziato a capire che non sarebbero riuscite a vaccinarsi. In quel momento tantissimi hanno scavalcato la fila per entrare" spiega Matteo Saracino, un altro dei presenti.

La débacle organizzativa – nonostante le dosi quasi triplicate e un lavoro andato avanti per più di 12 ore consecutive – è apparsa chiara fin da subito, spingendo le autorità locali a chiedere scusa ai cittadini. "Ausl e Regione hanno sempre lavorato bene, un errore ci sta. Mi scuso io per tutti" ha detto il sindaco Virginio Merola, seguito dal dg dell’Ausl bolognese, Paolo Bordon e dall’assessore regionale alle politiche per la salute Raffaele Donini, che ha aggiunto: "Siamo dispiaciuti per i disguidi e i disagi. Sarà nostra cura per i prossimi ‘Open Day’ condividere modalità organizzative di più facile gestione".