di Ettore Maria Colombo "Abbiamo il 2% nei sondaggi? È vero. Siamo detestati da una fetta del Paese?" si domanda, parlando con i suoi, il leader di Iv Matteo Renzi. Ma la domanda è retorica. Può anche essere vero, si risponde. "Però, con questo 2%, prima abbiamo mandato a casa Salvini, poi abbiamo mandato a casa Conte e abbiamo messo Draghi al governo. Abbiamo reso un grande servizio al Paese. E per quel che riguarda gli elettori, lo spazio per un partito riformista, liberale, moderato ma avanzato su temi come i diritti, il garantismo, il lavoro, il Terzo settore, il sociale, c’è e ci sarà. Io lo stimo intorno al 10%. Lo faremo con altri? Bene. Lo faremo da soli?...

di Ettore Maria Colombo

"Abbiamo il 2% nei sondaggi? È vero. Siamo detestati da una fetta del Paese?" si domanda, parlando con i suoi, il leader di Iv Matteo Renzi. Ma la domanda è retorica. Può anche essere vero, si risponde. "Però, con questo 2%, prima abbiamo mandato a casa Salvini, poi abbiamo mandato a casa Conte e abbiamo messo Draghi al governo. Abbiamo reso un grande servizio al Paese. E per quel che riguarda gli elettori, lo spazio per un partito riformista, liberale, moderato ma avanzato su temi come i diritti, il garantismo, il lavoro, il Terzo settore, il sociale, c’è e ci sarà. Io lo stimo intorno al 10%. Lo faremo con altri? Bene. Lo faremo da soli? Andremo avanti lo stesso. Ma ora animo, ragazzi, animo, che abbiamo tanto da lavorare!".

Chi pensava che Matteo Renzi fosse sul punto di mollare, oggi nel suo discorso all’assemblea di Italia Viva dovrà ricredersi e parecchio. Altro che passo di lato. Altro che ’farò il conferenziere, girerò il Mondo, e tanti cari saluti ai miei’ come i maligni già insinuavano. Altro che, persino, ‘voglio diventare segretario generale Nato’. Matteo Renzi si vuole (ri)mettere al centro della scena politica italiana. Rivendica il "suo" governo, quello Draghi, e il suo "capolavoro": aver mandato a casa non solo Conte, "ma anche Casalino e Ciampolillo", come ricorda ai suoi.

"Aver sconfitto Grillo e Travaglio" come ricorderà stamani. Aver "dato più forza all’Italia davanti all’Europa". Aver "fatto diventare la Lega di Salvini europeista e atlantista". "Aver dilaniato i 5 Stelle, che nel 2023 saranno scomparsi". Renzi elencherà tante di queste medaglie da appuntarsi sul petto. E così all’assemblea nazionale di Italia Viva che si terrà ovviamente in streaming (Renzi parla alle 11, il suo discorso sarà in diretta Facebook) il leader rilancerà il suo progetto politico e rivendicherà anche il senso e l’orgoglio della sua creatura. Un’avventura faticosa, Italia Viva: 50 parlamentari oggi già ridotti a soli 18 senatori e 28 deputati.

Due deputati hanno salutato Renzi durante la crisi del Conte 2, presto se ne potrebbero andare due senatori: il lombardo Comincini e l’umbro Grimani stanno per tornare nella ‘casa madre’, il Pd. Altri ci pensano. Il guaio è che il maggior competitor di Iv, e di Renzi, è diventato, paradossalmente, non FI o Calenda, o la Bonino, ma il Pd di Letta. In due settimane, i dem sono resuscitati grazie a quell’"Enricostaisereno" che Renzi detronizzò da premier in un amen. Renzi è pronto a sfidare anche Letta: "Auguri di buon lavoro a Enrico – è l’input passato a suoi - ma mettiamolo alla prova e sfidiamolo su quattro fronti: giustizia, lavoro (e non reddito di cittadinanza), sblocca cantieri, diritti e donne". "Poi – come spiegherà oggi – a Letta dirò: scegli tra noi e i grillini. Perché va bene dire di essere alternativi ai sovranisti (Salvini e Meloni), ma devi essere alternativo anche ai populisti (Grillo e Di Battista)". E se, come temono alcuni dei suoi, Renzi restasse solo e isolato? "Ora buttiamoci a capofitto in una campagna di ascolto del Paese per tre mesi, poi tireremo le somme". E il problema di Iv, inchiodata al 2%? "Con il Rosatellum, lo sbarramento è al 3%. Vuol dire quasi un milione di voti. Sto antipatico a tanti, ma il 10% degli italiani mi apprezza. Quello è lo spazio". A costo di mettere il nome Renzi nel simbolo? Why not? Si può fare, a partire dalle comunali.