È importante costruire una cornice in un accordo nazionale sullo smart working. Lo ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando (nella foto), alla presentazione del sesto rapporto Ocsel-Cisl. Secondo Orlando bisogna chiarire alcuni punti, come chi è responsabile dei dati se vanno persi, come si disciplina la sicurezza...

È importante costruire una cornice in un accordo nazionale sullo smart working. Lo ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando (nella foto), alla presentazione del sesto rapporto Ocsel-Cisl. Secondo Orlando bisogna chiarire alcuni punti, come chi è responsabile dei dati se vanno persi, come si disciplina la sicurezza se il luogo di lavoro è la casa eccetera.

"Una legge o un accordo di livello nazionale? Dipende da chi arriva prima", ha affermato il ministro dem. "Se siamo in grado di arrivare a un accordo e mettere dei paletti, una legge può limitarsi a recepirlo. Se diventa difficile, qualcosa andrà fatto perché arriveremo a una fase in cui lo smart working sarà cresciuto in modo esponenziale e rischiamo di non avere regole di carattere generale", ha concluso.

Sul tema è intervenuto anche il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala: "Credo che una delle poche verità positive che la pandemia ci lascerà è che abbiamo imparato che si può anche non stare in ufficio. Deve diventare veramente smart working, a oggi è più homeworking, sono turni o a casa o in ufficio. Lo smart working è diverso e va contrattualmente regolarizzato tra dipendente e società. È un argomento molto interessante, io non sono contrario al fatto che si prosegua".

Intanto, da New York arriva la notizia che Google richiederà ai suoi dipendenti che rientrano in ufficio di essere vaccinati. Lo afferma l’amministratore delegato Sundar Pichai, sottolineando che vaccinarsi "è la modalità più importante per mantenere in salute noi stessi e le nostre comunità". Pichai annuncia anche un posticipo del rientro in ufficio, a causa della variante Delta.