Un'operatrice sanitaria esegue un test anti Covid (ImagoE)
Un'operatrice sanitaria esegue un test anti Covid (ImagoE)

Roma, 10 novembre 2021- L’ombra della zona gialla si allunga su quattro regioni. Il numero di contagi, ricoveri e pazienti in terapia intensiva per Provincia autonoma di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Calabria si sta lentamente avvicinando alla soglia che fa scattare automaticamente il giro di vite.

Zona gialla in Italia: quali sono le regioni a rischio in base ai dati aggiornati

Covid Italia, il bollettino del 10 novembre

Come funziona il passaggio

Se una regione registra un numero di infezioni settimanali uguali o superiori ai 50 ogni 100mila abitanti (incidenza), il Cts analizza altri due parametri per decidere il passaggio in zona gialla: il totale dei ricoveri e i pazienti in rianimazione. Se i primi non superano il 15% dei posti letto disponibili o i secondi non oltrepassano la soglia del 10% si resta in zona bianca. Basta soddisfare una delle due condizioni per evitare il giro di vite.

La situazione in Italia

Venerdì 12 novembre uscirà il nuovo monitoraggio a cura della Cabina di regia. I dati che verranno analizzati faranno riferimento al periodo 1-7 novembre. Già nell’ultimo report, la media nazionale dei nuovi casi era comunque 51 ogni 100mila abitanti. Solo Valle d’Aosta, Sardegna, Puglia, Piemonte, Marche, Lombardia, Liguria e Basilicata erano rimaste sotto i 50 casi. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (aggiornati al 9 novembre), nella settimana 1-7 novembre i casi sono saliti a 60,5 ogni 100mila abitanti a livello nazionale, con le Marche che hanno sforato il tetto dei 50 casi, raggiungendo i 63,9.

Le regioni a rischio

Friuli-Venezia Giulia e Marche, secondo l'Agenas, hanno più del 10% dei posti letto in rianimazione occupati. Entrambe sono all'11%. Ma il numero di pazienti nei reparti ordinari è ampiamente sotto la soglia del 15% (10% per il Friuli-Venezia Giulia e 7% per le Marche). La Calabria, invece, ha un alto numero di posti letto occupati nei reparti ordinari (11%), mentre la Provincia Autonoma di Bolzano ha un’incidenza di 216 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti, con i ricoveri non in area critica già al 13%, anche se le terapie intensive restano abbastanza scariche (4%).

Cosa succederà venerdì

È difficile ipotizzare che i criteri per far scattare la zona gialla in una di queste quattro regioni vengano soddisfatti. In ogni caso la situazione resta da monitorare attentamente soprattutto per quanto riguarda l’Alto Adige. La Provincia autonoma di Bolzano è quella che nelle prossime settimane rischia di più: se i ricoveri in terapia intensiva superassero il 10% e gli ordinari il 15%, scatterà la zona gialla.

Terza dose vaccino Covid, "nei prossimi giorni anche per i 50enni"