Cinque anni fa Giulio Regeni inviò il suo ultimo messaggio da Il Cairo. Poi il silenzio. Un silenzio lungo anni, che, secondo la famiglia, deve essere rotto quanto prima attraverso "verità e giustizia". Un appello che si è rinnovato a Fiumicello (Udine), paese natale del giovane ricercatore. Nessuna fiaccolata, causa restrizioni Covid, né a Fiumicello né in nessuna piazza italiana. A tingersi di giallo sono le case, con candele e striscioni, i negozi del paese, con alcuni cartelli, e i social, perché il "popolo giallo" non conosce alibi di fronte alla pandemia. A Fiumicello l’appuntamento "Pensieri e Parole", con la famiglia di Giulio ed esponenti della cultura e del giornalismo, trasmesso in streaming dalla chiesa paesana. Tra i presenti, anche il presidente della Camera, Roberto Fico: "Non ci fermeremo mai fino a quando non avremo restituito il quadro completo delle responsabilità e dei soggetti coinvolti", assicura Fico pubblicando un post su Fb. Ha chiesto la verità anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, con un messaggio per ricordare la morte di Regeni: "Il Cairo deve fornire risposte adeguate".