Marco Cappato durante la raccolta firme per il referendum sull'eutanasia (Ansa)
Marco Cappato durante la raccolta firme per il referendum sull'eutanasia (Ansa)

Roma, 25 agosto 2021 - Sono più di 750.000 le persone che finora hanno firmato il referendum per la legalizzazione dell'eutanasia. Oltre 500.000 firme sono state raccolte ai tavoli mentre quelle digitali hanno superato le 250.000. Un traguardo, come sottolineato dall'associazione Luca Coscioni, a cui vanno ancora aggiunte un numero imprecisato di firme raccolte nei Comuni, nei consolati e negli studi degli avvocati e da alcuni gruppi che si sono aggiunti alla mobilitazione nelle scorse settimane. E i tavolini per strada e gli altri punti di raccolta firme, spiega Marco Cappato, "saranno aperti per tutto il mese di settembre, trasformandosi nelle nostre 'sedi da marciapiede', cioè luoghi di informazione ai cittadini su tutti gli strumenti per vivere liberi fino alla fine". Tra gli ultimi firmatari spiccano Francesco Guccini, Pif e Roberto Saviano. 

Ma partiamo dall'inizio: cos'è il referendum sull'eutanasia? E qual è il quesito? Proviamo a rispondere a domande e dubbi qui sotto. 

Eutanasia: cosa significa

L'eutanasia, dal greco "bene" e "morte", indica il voler causare in modo intenzionale la morte in un soggetto la cui condizione è ormai fortemente proibitiva o compromettente. Si tratta quindi di una persona la cui qualità della vita è intaccata da una malattia in maniera permanente e debilitante oppure che abbia subito una forte menomazione o una particolare condizione fisica e psichica.

Cos'è il referendum

Quest'anno è iniziata la raccolta firme per il referendum sull’eutanasia legale, che vuole parzialmente abrogare l’art. 579 del codice penale, introducendo l’eutanasia attiva. Quest'ultima sarà consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della Consulta sul "Caso Cappato". Rimarrà, invece, punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

Eutanasia attiva e passiva

L’eutanasia attiva è vietata dal nostro ordinamento sia nella versione diretta, in cui è il medico a somministrare il farmaco eutanasico alla persona che ne faccia richiesta (art. 579 cp omicidio del consenziente), sia nella versione indiretta, in cui il soggetto agente prepara il farmaco eutanasico che viene assunto in modo autonomo dalla persona (art. 580 c.p. istigazione e aiuto al suicidio), fatte salve le scriminanti procedurali introdotte dalla Consulta con la Sentenza Cappato.

Forme di eutanasia cosiddetta passiva, invece, ovvero praticata in forma omissiva - per esempio attraverso la sospensione o la mancata somministrazione di un trattamento sanitario salvavita, come l'idratazione artificiale - sono già considerate penalmente lecite soprattutto quando l’interruzione delle cure ha come scopo di evitare l'"accanimento terapeutico". 

È però vero che esistono molti casi ambigui che non consentono spesso di distinguere con facilità se si tratti di eutanasia mediante azione od omissione e soprattutto pongono il problema di una possibile disparità di trattamento ai danni di pazienti gravi e sofferenti, affetti però da patologie che non conducono di per sé alla morte per effetto della semplice interruzione delle cure. Ed è per ammettere l’eutanasia a prescindere dalle modalità della sua esecuzione concreta che il referendum chiede la parziale abrogazione dell’art. 579 cp. 

Art. 579 del codice penale

Ma cosa dice l'articolo 579 del codice penale? Il testo integrale recita: "Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Non si applicano le aggravanti indicate nell’articolo 61. Si applicano le disposizioni relative all’omicidio [575-577] se il fatto è commesso: contro una persona minore degli anni diciotto; contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti; contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno [613 2]".

Nella forma abrogata, come richiesta dal referendum, le attuali aggravanti previste per l’omicidio del consenziente (minore, infermo di mente o soggiogato) diverrebbero le uniche situazioni in cui non è consentito praticare l’eutanasia, rendendo invece lecito applicarla qualora esplicitamente richiesta (in maniera inequivocabile e reiterata nel tempo) da una persona maggiorenne, in pieno possesso delle sue facoltà mentali e scevra di condizionamenti. Per quanto riguarda, invece, le condotte realizzate al di fuori delle forme sopra previste resterà ovviamente valido il reato di omicidio doloso (art. 575 cp).

Obiettivo raggiunto

Come si legge sul sito internet dedicato al referendum, l'obiettivo era quello di raggiungere 500mila firme entro il 30 settembre 2021. Oggi sono più di 750mila. "Il risultato straordinario della raccolta firme - ha dichiarato l'associazione Luca Coscioni - dimostra che il referendum affronta e da' risposte a una grande questione sociale rimossa dal Parlamento e dai capi dei grandi partiti: quella della qualità del vivere e della libertà di scelte fino alla fine della vita".

Dov'è legale in Europa

Belgio: eutanasia e suicidio assistito;
- Finlandia: eutanasia passiva;
- Francia: eutanasia passiva;
- Germania: eutanasia passiva e suicidio assistito;
- Lussemburgo: eutanasia;
- Olanda: eutanasia ed eutanasia attiva (recentemente ha esteso l’eutanasia anche a minori tra gli uno e i 12 anni);
- Spagna: eutanasia;
- Svezia: suicidio assistito;
- Portogallo: eutanasia;
- Svizzera: protocollo "morte volontaria assistita" (caso di Dj Fabo);
- Ungheria: eutanasia passiva.