Referendum cannabis legale: firme consegnate in Cassazione (Ansa)
Referendum cannabis legale: firme consegnate in Cassazione (Ansa)

Roma, 28 ottobre 2021 - Sono state depositate questa mattina in Cassazione le oltre 630mila firme raccolte, 130mila in più della soglia minima prevista, dal Comitato promotore del referendum sulla cannabis legale in poco più di un mese. La gran parte delle sottoscrizioni, iniziate l'11 settembre scorso, sono state raccolte online con la firma digitale tramite Spid, mentre sono solo circa 5mila le firme cartacee.

Sommario

La consegna della 'scatola' contenente le firme è avvenuta in presenza dei volti della campagna, Marco Perduca, presidente del Comitato per il referendum, Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell''Associazione Luca Coscioni' e dei politici Emma Bonino e Riccardo Magi, presidente di +Europa. In piazza Cavour, davanti alla Suprema Corte, anche giovani con in mano cartelli a sostegno del referendum. 

Cannabis legale: cosa succede nel resto del mondo

Cosa succede ora

Dopo la consegna delle firme l'ufficio centrale per i referendum della Corte, nelle prossime settimane, dovrà vagliarne la validità e, se darà il via libera, la parola passerà alla Consulta, a cui spetta la valutazione sulla legittimità del quesito. Se i giudici costituzionali riterranno ammissibile il referendum, i cittadini saranno chiamati alle urne tra aprile e giugno 2022.

Cosa cambia: il quesito

Con il quesito si propone l'abrogazione di alcuni punti del 'Testo unico sulle droghe', in vigore dal 1990, al fine di depenalizzare la condotta di coltivazione per uso personale e di eliminare tutte le pene detentive, ad eccezione dei casi riferibili ad associazioni finalizzate al traffico illecito. Saranno invece sempre sanzionabili la fabbricazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio. Il referendum punta anche a eliminare la sanzione amministrativa del ritiro della patente collegata all'uso personale di sostanze stupefacenti, ma rimarrebbe in ogni caso la sanzione per chi guida in stato alterato.

Le parole dei promotori

La risposta è stata straordinaria - ha detto Marco Peduca, presidente del comitato promotore e membro dell'Associazione Luca Coscioni - ma non sorprendente: hanno preso parte molti giovani, oltre il 70% delle persone che hanno firmato ha meno di 35 anni. Le sottoscrizioni sono arrivate dalle grandi città ma anche dai piccoli comuni. Con un Parlamento "immobile sui diritti - probabilmente riferendosi al blocco di ieri al Ddl Zan contro l'omolesbobitransfobia - l'arma referendaria è l'unico modo con cui i cittadini possono far sentire la loro voce".

Gli fanno eco Filomena Gallo e Marco Cappato: "Davanti alla debolezza del Parlamento, anche sul tema della cannabis, così come su quello dell'eutanasia, il referendum è l'unico strumento che può permettere di superare i veti incrociati dei partiti (come quello che ha appena affossato il ddl Zan) e finalmente dare la parola ai cittadini". "Non sarà solo un fatto italiano - ha aggiunto Cappato - questo referendum sarà una occasione di ragionevolezza. È ragionevole non intasare i tribunali, non affollare le carceri, non distrarre le energie delle forze dell'ordine per una guerra stupida, persa, che aiuta la mafia".