Roma, 23 gennaio 2020 - Girava in Ferrari, ma reclamava il reddito di cittadinanza. E' solo uno dei 237 furbetti che hanno chiesto l'erogazione monetaria tra aprile e dicembre, pur non avendone i requisiti. Una lunga lista di nomi, scovati uno a uno dalla Guardia di Finanza di Locri nell'ambito di un'indagine coordinata dalla procura. Un'attività nata da una predecente inchiesta sui falsi braccianti agricoli e sui falsi rimborsi fiscali. E dall'analisi della platea di questi soggetti sono emersi i 237 - tutti residenti nella Locride - che sono stati prontamente denunciati.

Nell'elenco figurano due persone detenute per associazione mafiosa nell'ambito dell'operazione denominata "Canada Connection"; un intero nucleo familiare riconducibile ad una nota famiglia di 'Ndrangheta, colpita nella maggior parte dei suoi componenti da una condanna penale definitiva con la conseguente interdizione dai pubblici uffici (uno di loro è peraltro in stato di arresto dall'aprile del 2018). Poi diversi soggetti titolari di redditi, alcuni anche per oltre 55 mila euro, che non sono stati indicati nel nucleo familiare. Pure un imprenditore che si era 'dimenticato' di fare la dichiarazione dei redditi.  E ancora intestatari di ville ed auto di lusso. Il proprietario della Ferrari, a quanto si apprende, era stato anche destinatario di ordinanza di custodia cautelare domiciliare nell'ambito dell'operazione "Le Mille e una Notte".