di Claudia Marin Archiviata la manovra dei bonus da 40 miliardi di euro per il 2021, coi piatti forti dell’assegno unico per i figli da luglio, il taglio del cuneo (da correggere con un decreto ad hoc), la proroga al 2022 del Superecobonus, la partita politica si concentra sul Recovery Plan. E se il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, vorrebbero accelerare per recuperare il grave ritardo, i renziani bocciano anche quest’ultima versione. Del resto, a leggere la nuova bozza del Piano di 153 pagine i cambiamenti sostanziali...

di Claudia Marin

Archiviata la manovra dei bonus da 40 miliardi di euro per il 2021, coi piatti forti dell’assegno unico per i figli da luglio, il taglio del cuneo (da correggere con un decreto ad hoc), la proroga al 2022 del Superecobonus, la partita politica si concentra sul Recovery Plan. E se il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, vorrebbero accelerare per recuperare il grave ritardo, i renziani bocciano anche quest’ultima versione. Del resto, a leggere la nuova bozza del Piano di 153 pagine i cambiamenti sostanziali paiono davvero pochi. Alla Sanità, per capirci, restano assegnati sempre 9 miliardi di euro, sebbene lo stesso premier avesse annunciato un aumento fino a 16 miliardi.

Nel documento compaiono, per la prima volta, il cronoprogramma degli interventi e le cosiddette milestone (letteralmente ’pietre miliari’) delle attività da realizzare, con tanto di indicazioni dell’impatto digital e green di ogni misura.

Nella versione aggiornata con le schede progetto si identificano le 6 azioni prioritarie, che vengono poi articolate nei molteplici passaggi, compresa l’indicazione dei soggetti proponenti, quelli attuatori e la natura delle spese affrontate (incentivi, investimenti o riforme). I saldi, al momento sono quelli di cui si è discusso finora, compresi i 22,4 miliardi per il superbonus che, per ora, si ferma al 2022 ma che si punta ad allungare al 2023.

A fare incetta di risorse aggiuntive anche programmi più specifici come quelli per promuovere scuola e diritto allo studio: in questo campo si avranno oltre 9 miliardi di fondi in più che andranno alla costruzione di 100mila nuovi posti in studentati universitari, ad aumentare del 20% la copertura delle borse di studio e anche a promuovere le materie Stem, cioè quelle scientifiche, con un miliardo.

Le novemila scuole italiane saranno al centro della riconversione a internet veloce, con una copertura che, già nel 2021, è programmata al 10% per arrivare al 100% nel 2024: insieme agli istituti scolastici anche musei, parchi naturali e archeologici, 1.000 centri sportivi e 30mila chilometri di strade interurbane, oltre a 2,5 milioni di case in aree grigie e bianche.

Rientrano nel piano 1.000 km di ciclovie urbane e 1.626 km di ciclovie turistiche, il ricambio dei mezzi del trasporto pubblico con la dismissione sempre entro il 2026 del 100% dei bus euro zero ed ’euro 1’ e del 96% degli ’euro 2’, l’acquisto di 21 treni a idrogeno. Al turismo vanno 3,5 miliardi in più per una serie di micro-progetti, dall’attrazione di set cinematografici fino alla riqualificazione delle periferie. I 9 miliardi in più per la sanità si dividono per ora tra lo sviluppo della telemedicina e dell’assistenza territoriale (5 miliardi) e digitalizzazione, ricerca biomedica e formazione del personale della sanità pubblica.