Roma, 29 aprile 2021 - Il Consiglio dei ministri ha approvato la versione finale del Recovery plan. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà ora inviato alla Commissione europea. Il Cdm ha anche approvato il decreto legge che istituisce il fondo complementare al Recovery per le infrastrutture: si tratta di un fondo da 30,6 miliardi finalizzato agli investimenti che, per motivazione di tempi o per natura, non possono rientrare nel Pnrr.

Quattro stati Ue hanno già presentato il loro Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione: sono Portogallo, Francia, Germania e Grecia. La scadenza, indicativa, per tutti gli altri resta quella del 30 aprile. Nel weekend quindi approderanno al palazzo di Berlaymont altri piani per spartirsi i 750 miliardi di euro messo sul tavolo con il Next Generation Eu. Come ha spiegato il premier portoghese Antonio Costa, presidente di turno della Ue, i piani verranno esaminati dall'Ecofin del 18 giugno. Subito dopo la Commissione andrà sul mercato emettendo la prima tranche di bond necessari al finanziamento del piano. Vuol dire che, se tutto andrà secondo i progetti, i primi venti miliardi destinati all'Italia arriveranno a luglio. Da qui la necessità di mettere in cantiere molte misure entro l'anno.

"Il Pnrr proposto dal governo Draghi è un piano di visione, di riforma, di strategia", ha detto all'Ansa la ministra Elena Bonetti. "Piena soddisfazione sia per la qualità del piano che per aver mantenuto l'impegno sulla data del 30 aprile per la trasmissione alla Commissione europea. Il rispetto dei tempi, grazie anche al grande lavoro fatto dal ministro Franco, permetterà al nostro Paese di poter usufruire prima degli anticipi sulle risorse".

Su Facebook il commento del ministri Luigi Di Mario sul Pnrr: "Siamo tra i primi Paesi ad inviarlo a Bruxelles e tra i primi che riceveranno i fondi del Recovery. In gioco ci sono oltre 220 miliardi di euro che saranno utilizzati per investire nelle competenze, per creare occupazione e per avviare grandi progetti all'insegna della transizione ecologica e della digitalizzazione. Altra cosa importante: circa 100 miliardi di euro andranno al Sud (88mld del Pnrr più 10mld del fondo investimenti complementare al Pnrr), per permettere a tutti gli italiani di avere le stesse opportunità".