Rocca Salimbeni, da secoli la sede storica del Monte dei paschi di Siena
Rocca Salimbeni, da secoli la sede storica del Monte dei paschi di Siena
di Pino Di Blasio "Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti, Unicredit e il ministero dell’Economia e delle Finanze comunicano l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca Monte dei Paschi di Siena". Il comunicato congiunto atteso sabato sera, è stato diramato ieri, naturalmente a mercati chiusi. E ha solo ufficializzato una rottura data per certa da 48 ore. La trattativa tra Unicredit e Mef era finita in un vicolo cieco da settimane, le distanze tra le due posizioni si sono ampliate, anziché ridursi, anche negli ultimi colloqui. Un divario insanabile che ha già spinto sia l’ad Andrea Orcel sia il ministro Daniele Franco a studiare piani alternativi, per far crescere Unicredit in Italia, e per cedere il 64% di Mps...

di Pino Di Blasio

"Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti, Unicredit e il ministero dell’Economia e delle Finanze comunicano l’interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Banca Monte dei Paschi di Siena". Il comunicato congiunto atteso sabato sera, è stato diramato ieri, naturalmente a mercati chiusi. E ha solo ufficializzato una rottura data per certa da 48 ore. La trattativa tra Unicredit e Mef era finita in un vicolo cieco da settimane, le distanze tra le due posizioni si sono ampliate, anziché ridursi, anche negli ultimi colloqui. Un divario insanabile che ha già spinto sia l’ad Andrea Orcel sia il ministro Daniele Franco a studiare piani alternativi, per far crescere Unicredit in Italia, e per cedere il 64% di Mps rispettando la scadenza concordata con le autorità europee.

Per conoscere le prossime mosse di piazza Gae Aulenti basta aspettare mercoledì, con il cda sui conti del terzo trimestre e, il giorno dopo, la conference call di Orcel con gli analisti. Per capire quale sia il possibile piano B del governo, c’è più tempo a disposizione. Ambienti vicini al Mef dicono che il Tesoro è "fiducioso" del fatto che "ci siano le condizioni per ottenere una proroga" (almeno sei mesi?) da Bruxelles, e quindi di fatto per allungare i tempi per la cessione di Mps. Prima, comunque, sarà meglio far depositare la sabbia sollevata dal ’ghibli’ delle trattative fallite, fare i conti con le reazioni dei mercati di oggi e registrare i commenti della politica, che sembrano tutti orientati verso il pericolo scampato. I sindacati, invece, da Lando Maria Sileoni di Fabi, al segretario di Fisac Cgil Toscana Daniele Quiriconi, sono preoccupati soprattutto della questione esuberi. L’operazione Unicredit avrebbe consentito di poter gestire con il fondo di solidarietà, i 7mila dipendenti da prepensionare. Senza un partner bancario di elevato standing che garantisca il sostegno al fondo, non sarà facile trovare una soluzione. Mentre il ministro dell’Economia Franco dovrebbe riferire in Parlamento, alle commissioni Finanze di Camera e Senato, sui retroscena della rottura con Unicredit, si riaprono i giochi sulla partita del Monte. E altri giocatori potrebbero sedersi attorno al tavolo, al posto lasciato libero da Orcel.

Il primo indiziato è Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm. All’epoca dei "quattro matrimoni (potenziali) per evitare un funerale", il Banco era il più accreditato per un’aggregazione con il Monte. A giugno 2020 ci fu anche un incontro ’riservatissimo’, tra la presidente di Rocca Salimbeni, Patrizia Grieco, e l’ad Castagna, nel palazzo del Monte a Milano. La riservatezza durò meno di un’ora, all’uscita c’era un giornalista della Reuters che rivelò il colloquio. Da allora nessun vertice Mps ha più giocato un ruolo nella partita. A eccezione dell’ad Guido Bastianini e del suo piano stand alone, approvato da un cda molto riluttante, ma mai avallato né dalla Bce, né dall’azionista di maggioranza, il Tesoro.

L’aumento di capitale da 2,5 miliardi e i 2.700 esuberi che rappresentavano i numeri cardine del piano Bastianini, sono tornati in auge oggi. Ma vanno corretti verso l’alto e aggiornati con un’ipotesi di aggregazione possibile. Banco Bpm ha smentito nuovamente qualsiasi interesse al Monte, guarda più a Credem. Bper, l’altra possibile partner del piano B, aspetta solo la trasformazione della Popolare di Sondrio. Ma sono tutti piani che potrebbero essere aggiornati, alla luce della dotazione di capitale per Mps, che il governo è pronto a concedere. Banco Bpm, poi, deve guardarsi anche dalle mire di Unicredit perché, come insegna il precedente di Ubi, basta un attimo per passare da cacciatore a preda.

Ci sono anche gli stranieri, come ipotesi. Soprattutto i francesi di Crédit Agricole e di Axa, con il colosso assicurativo che ha un rapporto di bancassurance con Mps che funziona benissimo. Ma la pista transalpina è accidentata, questa è una partita che si gioca tutta in casa.