Roma, 6 maggio 2021 - Il razzo cinese Long March, in caduta incontrollata sulla Terra, preoccupa anche l'Italia, nonostante Pechino ora giuri che non c'è alcun rischio che i detriti facciano danni perché probabilmente precipiteranno in acque internazionali. 
Per prudenza, stasera si è riunito, presso la sede della Protezione Civile, il tavolo tecnico che seguirà le operazioni di rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del lanciatore Prc Cz5B, volgarmente detto Lunga marcia. Alla riunione, in video collegamento, oltre all'Asi (Agenzia Spaziale Italiana), partecipano: un membro dell'ufficio del Consigliere militare della presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell'Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa  (Coi - Comando operativo interforze) e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni. 
Al momento, rende noto l'Agenzia spaziale italiana, la previsione di rientro sulla Terra del razzo è fissata per domenica 9 maggio - festa della mamma - ma con un'ampia finestra di incertezza. Di certo c'è che non si può ancora escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio.

La Cina: nessun rischio, cade in mare

Il Long march è stato lanciato dalla Cina la scorsa settimana per mandare in orbita il modulo centrale della sua stazione spaziale permanente, quello che ospiterà i tre astronauti. Si tratta di un vettore massiccio, del peso di almeno 270 tonnellate, che come tale potrebbe causare danni ricadendo sulla Terra. I tempi e le modalità del rientro restano poco chiari, ma il tabloid del Quotidiano del Popolo, la 'voce' del Partito comunista cinese, derubrica le news sul razzo "fuori controllo" e che potrebbe provocare danni come una "campagna occidentale". La situazione "non merita la creazione di panico", assicurano gli addetti ai lavori. "La maggior parte dei detriti - scrive il tabloid - brucerà durante il rientro, lasciando solo una piccolissima porzione che potrebbe cadere sulla Terra, potenzialmente su aree lontane dalle attività umane o nell'oceano", ha affermato Wang Yanan, direttore della rivista Aerospace Knowledge. 

Pentagono in allarme

"Tutti i detriti possono essere potenziali minacce alla sicurezza dei voli spaziali e al dominio spaziale", ha detto di contro il Pentagono, aggiungendo che il 18esimo Space Control Squadron in California offre aggiornamenti giornalieri sulla posizione del corpo del razzo dal 4 maggio. Il Global Times ha anche citato l'esperto aerospaziale Song Zhongping dicendo che la rete di monitoraggio spaziale cinese terrà sotto stretto controllo le aree nella rotta di volo del razzo e adotterà misure per evitare danni alle navi in; transito, mentre il carburante ecologico usato dal Long March 5B non sarebbe una minaccia per l'oceano, ha aggiunto. "Nel complesso, è un'altra promozione della cosiddetta 'minaccia spaziale cinesè adottata da alcune forze occidentali", ha detto Song.